Sì Tav senza padrini politici

Sabato prossimo saremo convintamente in piazza Castello per urlare un sì convinto alla realizzazione del progetto della Torino-Lione. Un progetto che ci vede favorevoli da tempo e che richiede, adesso, una accelerazione ed una forte determinazione dopo i noti fatti dei giorni scorsi.

Una iniziativa, quella di sabato, che assume comunque una importanza decisiva non solo per il futuro della Torino-Lione ma anche, e soprattutto, per una modalità organizzativa che può rilanciare la credibilità e la speranza della politica nella società contemporanea.

Ecco perché attorno al Sì alla Tav - e in particolare della manifestazione di sabato a Torino - è improntante richiamare almeno tre aspetti che riteniamo decisivi affinché non si trasformi in una insopportabile passerella mediatica.

In primo luogo, pertanto, l'incontro popolare di sabato non deve vedere la primogenitura e il protagonismo personale dei soliti e noti politici. Torinesi e piemontesi. Nessuna strumentalizzazione di questa manifestazione per fini politici ed elettorali in vista delle prossime consultazioni locali e nazionali. Nessuna passerella dei soliti noti che avrebbe come unico effetto quello di derubricare il Sì alla Tav ad una ennesima iniziativa di partito o di partiti. E, al contempo, evitarci anche le prediche un po' stucchevoli degli strapagati membri dell'Osservatorio. Un bel silenzio sarebbe auspicabile.

In secondo luogo sabato è anche l'occasione di riflessione per alcune forze politiche. Soprattutto di quei partiti, di quelle sigle elettorali, di quelle associazioni e di quelle categorie che votarono convintamente, e legittimamente, Chiara Appendino nel giugno 2016 al ballottaggio per la scelta del Sindaco di Torino. Lo diciamo perché è noto, da sempre, che i 5 stelle sono radicalmente contrari alla Tav. lo erano quando sono nati, lo erano nel 2016 per il rinnovo del Consiglio Comunale di Torino e lo sono oggi. Dov'è la novità? Semmai, la novità è che proprio alcune forze politiche, associazioni e categorie avevano finto di non saperlo quando si consegnava la città di Torino ai grillini.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, la manifestazione di sabato può essere - sempreché non veda, lo ripetiamo, un ridicolo protagonismo politico e personale dei soliti noti - l'inizio di un percorso di vero rinnovamento e cambiamento della politica. Anche a livello locale. Una politica nuova, che parte dal basso anche attraverso una vera e non finta o moralistica partecipazione attiva della cosiddetta società civile. Al di là delle tessere, delle bande e degli eterni organigrammi di potere che ormai dominano incontrastati la vita di molti partiti.

Ecco perché la manifestazione di Piazza Castello è importante. Non solo per il futuro della Tav ma anche e soprattutto per il futuro di una politica autenticamente democratica e partecipativa. È una occasione che non si può e non si deve sciupare. Soprattutto non dev'essere sacrificata sull'altare del protagonismo personale e politico dei vari candidati alle prossime consultazioni elettorali.

*Giorgio Merlo, Mauro Carmagnola e Giampiero Leo, Rete Bianca

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