Una sveglia al Governo

Che io ricordi non era mai successo che 12 Associazioni di rappresentanza delle imprese, dalla Confindustria alla Lega Coop, promuovessero insieme una manifestazione e sottoscrivessero un documento per richiedere una svolta al governo sul problema delle grandi opere.

L’iniziativa rappresenta una critica e al tempo stesso una sollecitazione nei confronti dell’attuale governo affinché si impegni a completare la realizzazione della Torino-Lione e delle altre grandi opere.

Un rifiuto e/o un immobilismo inspiegabili in un Paese in cui esiste un deficit infrastrutturale e nel momento nel quale si vanno sempre più concreti i segnali di un rallentamento dell’economia e si affacciano i rischi di recessione.

Prima la manifestazione di Torino e adesso l'iniziativa delle Associazioni di categoria dovrebbero rappresentare un serio campanello di allarme per il governo. Esse, infatti, danno la misura del suo isolamento e distacco rispetto alle forze produttive. Perché adesso? Per la semplice ragione che è concreto il pericolo che la Tav e una serie di altre opere finiscano su un binario morto.

Per questo forze diverse si sono messe insieme con l’intento di dare la sveglia all’esecutivo.

Ieri ha colpito il silenzio dei due vicepremier sempre pronti a dichiarare. Infatti, sia Di Maio che Salvini, sempre molto loquace, hanno taciuto ma è evidente che la manifestazione di ieri è destinata a lasciare il segno. Molti degli iscritti alle Associazioni imprenditoriali che hanno promosso l’iniziativa di ieri il 4 marzo avevano votato per i due partiti di governo e, benché i loro programmi fossero inconciliabili, i vertici delle Associazioni che li rappresentavano avevano annunciato che il loro giudizio nei confronti dell’esecutivo si sarebbe basato sui fatti.

L’atteggiamento assunto sulla Tav e la Legge di stabilità li hanno spinti ha prendere le distanze e a lanciare un forte avvertimento al governo. La posizione di Di Maio e Salvini secondo cui si era in attesa di conoscere il rapporto costi-benefici (che era servita per prendere tempo) non regge più. È necessario decidere!

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