Report Fim Cisl, Mirafiori riparte ma restano dubbi sui volumi futuri
12:05 Venerdì 03 Luglio 2026
Nel primo semestre del 2026 lo stabilimento di Mirafiori torna a crescere dopo gli anni di forte difficoltà. La produzione - secondo il Report della Fim Cisl presentato a Torino - ha raggiunto quota 36.048 vetture, con un incremento del 135,4% rispetto alle 15.315 unità dello stesso periodo del 2025. La ripresa è trainata interamente dalla nuova Fiat 500, nelle versioni elettrica e ibrida. Proprio l'avvio della produzione della 500 ibrida rappresenta, secondo la Fim, un passaggio decisivo: ha consentito di compensare il calo della domanda della versione elettrica e di rilanciare l'attività dello storico stabilimento torinese. L'aumento dei volumi ha avuto effetti anche sull'occupazione. A febbraio sono stati inseriti 600 nuovi lavoratori e, dal mese successivo, è stato attivato un secondo turno produttivo, consentendo il graduale superamento della cassa integrazione. Per l'assemblaggio di Mirafiori, infatti, il contratto di solidarietà è terminato il 31 gennaio 2026. Restano però le incognite sui risultati di fine anno. L'obiettivo indicato da Stellantis è di arrivare a circa 100 mila vetture prodotte nel 2026, ma, alla luce dell'andamento del primo semestre, il traguardo appare difficile da raggiungere. La stima della Fim è che la produzione possa attestarsi intorno alle 80 mila unità. Anche le prospettive industriali guardano oltre il 2026. Il piano di Stellantis prevede l'arrivo nel 2027 di una nuova Fiat 500 elettrica equipaggiata con batterie prodotte dal gruppo, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e su una piattaforma multienergy, destinata a ospitare diverse varianti di prodotto. Per la Fim-Cisl, tuttavia, questi progetti non bastano a garantire il futuro dello stabilimento. Se le novità previste non comporteranno un aumento significativo dei volumi, sarà necessario - ha sottolineato il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano - assegnare a Mirafiori un secondo modello produttivo. Basare il futuro dell'impianto su una sola vettura - ha detto - rappresenta infatti un elemento di fragilità. Resta infine ancora aperta la situazione della "Preassembly & Logistic Unit" (ex Mascherine), dove circa 200 lavoratori continueranno a essere interessati dal contratto di solidarietà fino al 14 febbraio 2027.


