RISORSE UMANE

Ai ai: salta il direttore dell'AI4I

Calegari lascia la guida dell'Istituto italiano per l'Intelligenza Artificiale dopo meno di due anni. La versione ufficiale parla di motivi personali e professionali. Una fondazione che, nonostante ambizioni e fondi, è ancora lontana dal trasformare le promesse in risultati

Dovrebbe essere il motore del trasferimento tecnologico italiano sull’intelligenza artificiale. Il luogo in cui ricerca, industria e innovazione parlano finalmente la stessa lingua. Per ora, invece, AI4I continua a cambiare uomini più velocemente di quanto riesca a produrre risultati.

Antonio Emilio Calegari lascerà infatti la direzione dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale per l’Industria il prossimo 31 ottobre. Era stato nominato il 2 dicembre 2024, al termine di una selezione internazionale che aveva coinvolto ottanta candidati provenienti da tutto il mondo e che era stata presentata come il completamento della fase di avvio della fondazione.

Dietro le formule di rito

Il Consiglio di Sorveglianza, presieduto da Fabio Pammolli, ha comunicato di aver preso atto della decisione del direttore, motivata da “ragioni personali e professionali”. As usual. “Concludo il mio incarico per ragioni personali e professionali, con gratitudine per il percorso compiuto e con orgoglio per il lavoro svolto”, afferma Calegari. Pammolli lo ringrazia “per aver guidato la fase di avvio di AI4I”, assicura la continuità dell’attività e annuncia che già nel mese di luglio partirà una nuova selezione internazionale per individuare il successore. Una conclusione istituzionalmente impeccabile.

Negli ambienti vicini alla fondazione, però, la lettura è meno lineare. L’uscita di Calegari viene infatti ricondotta a una soddisfazione reciproca che non sarebbe mai maturata pienamente rispetto ai risultati raggiunti. Le aspettative con cui il manager era arrivato a Torino non sarebbero state ricambiate da ciò che la struttura è riuscita a produrre, mentre anche dalla governance ci si attendeva un’accelerazione diversa.

La sensazione diffusa è che AI4I, almeno finora, abbia costruito molto sul piano teorico e dell’immagine, ma assai meno sul fronte delle ricadute concrete per il tessuto industriale. È una critica che circola da tempo tra diverse imprese, convinte che la fondazione fatichi ancora a svolgere quel ruolo di trasferimento tecnologico che rappresenta la sua stessa ragion d’essere. C'è però chi avrebbe saputo cogliere meglio le opportunità offerte dall’“ecosistema”. Tra i nomi che vengono sussurrati c'è quello di Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, tra i pochi, pare, ad aver visto alcune startup riconducibili al proprio network trovare spazio nelle iniziative della fondazione.

Chi entra e chi esce

Quello del direttore non sarebbe neppure un caso isolato. Altre figure hanno già lasciato o si apprestano a lasciare la fondazione. Tra queste Alessandro De Florentiis, responsabile commerciale, anche se la definizione ufficiale era decisamente più altisonante: responsabile delle partnership strategiche.

Parallelamente circolano invece indiscrezioni sull’arrivo di Laura Morgagni, torinese, laureata in ingegneria gestionale e attuale direttore della Fondazione Piemonte Innova, già Torino Wireless, il partenariato pubblico-privato che accompagna imprese, organizzazioni e pubbliche amministrazioni nei processi di innovazione e digitalizzazione. A lei sarebbe stata garantita la poltrona di vicedirettore. Segnali di una struttura che continua a riorganizzarsi mentre cerca ancora una propria fisionomia definitiva.

Le grandi promesse

Quando Calegari venne scelto, il messaggio era chiaro. La sua nomina, deliberata all’unanimità dal Consiglio di Sorveglianza dopo il vaglio del Comitato Scientifico presieduto da Simone Ungaro, chief strategy and innovation officer di Leonardo, avrebbe dovuto inaugurare la fase operativa dell’Istituto.

Classe 1966, laureato in Fisica all’Università di Milano e con un Mba all’Insead, Calegari portava con sé esperienze manageriali maturate in Vodafone, Sirti, Diners Club e Carlson Wagonlit Travel, oltre alla recente esperienza nella startup svizzera Artificialy.

Presentandolo, Pammolli parlò di una figura capace di attrarre giovani ricercatori, favorire l’incontro tra domanda e offerta di soluzioni per l’industria, costruire un marketplace per le imprese e innovare il trasferimento tecnologico nazionale. Promesse che oggi restano, almeno in parte, ancora da trasformare in risultati tangibili.

Una fondazione per l’industria

AI4I è stata istituita il 3 maggio 2024 su impulso del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Università e della Ricerca. Con sede alle Ogr di Torino e presieduta dall’economista Fabio Pammolli, considerato vicino al ministro Giancarlo Giorgetti, l’Istituto è chiamato a svolgere attività di ricerca, sviluppo e ingegneria dell’intelligenza artificiale applicata all’industria, dall’automotive all’aerospazio.

Nel proprio ecosistema figurano la facility di AI e High Performance Computing Peano, la piattaforma di matching Suk e l’Istituto di Studi Avanzati sviluppato insieme alla Compagnia di San Paolo. Una macchina costruita con grandi ambizioni e altrettante aspettative.

Il banco di prova

Ora il Consiglio di Sorveglianza dovrà individuare il nuovo direttore. Ma la vera sfida non sarà soltanto trovare un manager di livello internazionale. Sarà soprattutto convincere un mondo produttivo che continua a chiedere meno annunci, meno governance e meno organigrammi, e molte più applicazioni industriali, brevetti, trasferimento tecnologico e imprese che possano dire di aver tratto un beneficio concreto dalla presenza, a Torino, del grande polo nazionale dell’intelligenza artificiale.

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