Giachino (Sì Tav) ad Appendino: "confrontiamoci sulla Tav"

"Sarebbe bello e utile per la nostra Cittadinanza un dibattito-confronto pacifico e costruttivo tra noi due in un teatro torinese . Un confronto sul futuro di Torino" . Così Mino Giachino, Sì Tav, ex sottosegretario ai Trasporti, in una lettera aperta a Chiara Appendino per chiedere un confronto sulla Tav. "La Tav - scrive - si sta costruendo soprattutto dal lato francese che potrai visitare tranquillamente perché in Francia nessuno si sogna di attaccare un cantiere definito di interesse pubblico. Il ritardo dal lato italiano dipende dai blocchi operati dai due Governi Conte, dagli attacchi violenti al cantiere, da lentezze di chi deve costruirla, dalle lentezze nel portare avanti le opere di compensazione. La Tav pertanto si farà anche perché ogni ritardo costa mancato sviluppo al nostro Paese che pagano i disoccupati e i territori interessati". "La Tav - prosegue - potrà dare alcuni punti di Pil in più ogni anno a Torino, alla Val di Susa e al Paese e incrociandosi a Novi ligure col Terzo Valico, a Verona con la linea che porta al Brennero e in Germania e a Padova con il corridoio che porta in Polonia creerà una grande Area logistica che potrà generare fino a 1 punto di Pil in più all'anno . Non possiamo infatti accontentarci di un Paese che cresce solo dello zero virgola , con un debito pubblico che è arrivato a 3.200 miliardi. Se riparte Torino, riparte l'Italia. La Tav inoltre diminuirà l'inquinamento perché trasferirà una parte importante del trasporto merci e passeggeri dalla strada alla rotaia".

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