Grimaldi in versione Otelma: "La destra perderà". E nel campo largo fanno gli scongiuri
16:03 Martedì 07 Luglio 2026Il leader piemontese di Avs si affida alla sfera di cristallo e decreta la prossima sconfitta del governo. Ma a Torino c'è chi, sentendo parlare di profezie, cambia marciapiede: il precedente di Fassino continua a essere il più temuto scongiuro del centrosinistra - VIDEO
C’è chi compulsa i sondaggi, chi legge i fondi del caffè e chi, come Marco Grimaldi, sembra preferire la sfera di cristallo. Ospite a L’Aria che tira, il vicecapogruppo di Avs alla Camera e leader dei rossoverdi in Piemonte si è lasciato andare a una previsione che ha il sapore del vaticinio: il centrodestra sarebbe ormai destinato alla sconfitta.
Nulla di male, per carità. In politica ciascuno è libero di mostrarsi ottimista. Ma a Torino i vaticini elettorali evocano inevitabilmente un altro illustre concittadino: Piero Fassino. Le previsioni del “Lungo” sono finite spesso per trasformarsi in un clamoroso boomerang. È accaduto con Beppe Grillo, liquidato nel 2009 con il celebre invito a fondare un partito e a “vedere quanti voti prende” È accaduto con Chiara Appendino, quando la sfidò ironicamente salvo ritrovarsela sindaca. Ed è accaduto perfino ai Mondiali del 2018, quando indicò la Germania come favorita assoluta e i tedeschi uscirono al primo turno. Da allora, ogni profezia politica pronunciata sotto la Mole viene accolta con un pizzico di scaramanzia.
La guerra di Piero
Non è un caso se le cosiddette “profezie di Fassino” sono ormai entrate nell'immaginario politico italiano come una sorta di legge del contrappasso. Nel tempo, molte delle sue previsioni si sono avverate... ma esattamente al contrario.
La più celebre risale al 2009. Di fronte alla volontà di Beppe Grillo di cimentarsi in politica, l’allora segretario del Pd lo liquidò con una frase rimasta nella storia: “Vuole fare politica? Fondi un partito, si presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende”. Qualche anno dopo il Movimento 5 Stelle sarebbe diventato il primo partito d’Italia.
Il precedente torinese è forse più sapido. Nel maggio 2015, durante una seduta del Consiglio comunale, Fassino, allora sindaco, si rivolse alla consigliera d’opposizione Appendino con una frase destinata a inseguirlo per anni: “Mi auguro che un giorno lei si segga su questa sedia e vediamo se poi sarà capace di fare tutto quello che oggi ha auspicato di poter fare”. La “sedia” era naturalmente lo scranno del primo cittadino. Poco più di un anno dopo, nel giugno 2016, gli elettori presero Fassino in parola: Appendino vinse il ballottaggio e si sedette davvero su quella sedia. I grillini trasformarono l’episodio in un piccolo cult della campagna elettorale, stampando perfino magliette con quella frase, diventata il simbolo della profezia che si era avverata... ma contro il suo autore.
E nel 2018, non pago, alla vigilia dei Mondiali di calcio, indicò la Germania come favorita assoluta. Risultato: eliminazione clamorosa già al primo turno.
Da allora il “fattore Fassino” è diventato quasi una superstizione politica e social: quando fa un pronostico, c’è sempre qualcuno che corre a toccare… ferro.
La terza gamba del campo largo
Grimaldi, del resto, non sembra avere dubbi. Anzi, rilancia. “Con o senza Vannacci, i sudditi di Trump e gli amici di Netanyahu e Putin stanno per perdere. Possono pure cambiare la legge elettorale, provare ad azzopparci, non far votare i fuorisede e scappare dall’election day. Ma la fuga non va lontana. Questo Paese brama un’alternativa e noi dobbiamo essere all’altezza della sfida”.
L’entusiasmo del deputato barbudos ha anche una spiegazione politica. Avs non punta soltanto a crescere nei consensi: punta a diventare l’azionista indispensabile del campo largo. Quel tanto che basta per impedire al Pd di riposizionarsi verso il centro e costringere l’eventuale coalizione di governo a misurarsi con il catalogo rossoverde.
Ed è proprio quell’agenda che Grim elenca come un programma già pronto per Palazzo Chigi: salario minimo, reddito universale, uscita dalle fonti fossili, riduzione dell’orario di lavoro a parità di stipendio, congedi paritari, rafforzamento della sanità e della scuola pubblica, diritto alla casa. “Le persone ci chiedono riconoscibilità, ma soprattutto un’agenda chiara”, sostiene il parlamentare, arrivando a definire la Costituzione “più che un programma, un manifesto da attuare”, dando una mezza stoccata a Giuseppe Conte che ha proposto di intitolare la coalizione proprio alla Carta.
Tra Otelma e le urne
L'impressione è che dalle parti di Avs il clima sia già da campagna elettorale. E se il centrosinistra continua a discutere di leadership, alleanze e legge elettorale, Grimaldi sembra aver già archiviato il problema principale: vincere.
Naturalmente le urne, come insegna la storia, hanno il fastidioso vizio di non consultare né i sondaggisti né il Mago Otelma. Per questo, più che alla sfera di cristallo, nel campo largo forse converrebbe affidarsi alla prudenza. Anche perché a Torino, dopo la lunga serie delle “profezie di Fassino”, i vaticini politici continuano a essere considerati un’attività ad altissimo tasso di sfiga.


