PALAZZO LASCARIS

Sedute con il fiato corto, Consiglio Regionale del Piemonte in affanno

Dopo l'ennesima convocazione di mezza giornata, si prospetta un tour de force prima della pausa estiva, con tanti provvedimenti chiave ancora da approvare. L'Odg Ravello sulla Tav slitta ancora, i consigli aperti restano lettera morta. Nicco ancora sotto accusa

Luglio è iniziato già da una settimana, e a Palazzo Lascaris è iniziata la corsa contro il tempo per chiudere i dossier chiave prima di andare in vacanza. Il Consiglio regionale del Piemonte si avvicina alla pausa estiva con un’agenda fitta di provvedimenti ancora da approvare e una programmazione che continua a far discutere.

Nel mirino c’è ancora la gestione dei lavori da parte del presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, dopo l’ennesima seduta lampo di oggi, convocata per mezza giornata e conclusasi di fatto in poco più di un’ora.

Orfani della Tav

Il tempo è bastato per licenziare la modifica dello statuto dell’Agenzia Piemonte Lavoro, voluta dal vicepresidente della Regione nonchè assessore al Lavoro Maurizio Marrone e dalla sua predecessora Elena Chiorino, ma non per affrontare gli ordini del giorno iscritti all’ordine dei lavori.

Tra questi spiccava quello presentato dal vicecapogruppo di Fratelli d'Italia Roberto Ravello sulla Tav che punta a mettere in difficoltà il campo largo, costringendo le opposizioni a misurarsi su un tema storicamente divisivo, dove le posizioni apertamente No Tav di Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra stridono con il sostegno all’opera da parte di Italia Viva e del Partito Democratico, seppur diviso (tanto per cambiare) al suo interno, con gli amministratori locali che hanno espresso più di qualche riserva.

Così come è rimasto nel cassetto anche un ordine del giorno decisamente particolare, firmato dal vicepresidente del Consiglio Franco Graglia, che propone di favorire la diffusione del termine “atèfano”, neologismo che identifica il genitore che ha perso un figlio. La parola nasce dalla crasi di radici greche: il prefisso privativo “à-”, “tè” da téknon (figlio), termine che richiama il legame affettivo, e “-fano”, da orphanòs(orfano). Un vuoto linguistico che Graglia intende colmare con questa iniziativa originale.

Vaste programme

La speranza dei consiglieri proponenti è che ci sia più spazio nella seduta convocata per martedì prossimo. Questa volta i lavori previsti sono dalle 10 alle 18: un’intera giornata che dovrebbe consentire di affrontare i dossier più urgenti, dove n cima alle priorità figurano il disegno di legge sulle aree idonee e il piano per la copertura del disavanzo della Regione, ammesso e non concesso che sia già arrivato il parere del Mef. Ma il calendario ormai corre più veloce dell'Aula.

Prima della pausa estiva restano infatti da approvare due provvedimenti fondamentali sul fronte dei conti pubblici: l'assestamento di bilancio e il rendiconto, entrambi da licenziare entro il 31 luglio. I testi sono ancora all’esame della Commissione Bilancio, ma il percorso dipende anche dal parere della Corte dei Conti, atteso il 21 luglio.

C’è poi il nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria, che scongiura lo stop alla circolazione dei veicoli Euro 5 (che sarebbe scattato il prossimo 5 ottobre) ed è stato presentato due settimane fa al Grattacielo dal presidente della Regione Alberto Cirio e dall’assessore all’Ambiente Matteo Marnati. Le osservazioni scadono il prossimo martedì 14 luglio e il giorno successivo il provvedimento dovrebbe approdare in Commissione per ottenere il via libera definitivo prima del passaggio in Aula.

Chi invece dovrà attendere settembre è la legge di riordino, il cosiddetto Omnibus. Il provvedimento sarà esaminato con la formula della Commissione redigente, ma ormai non ci sono più i tempi tecnici per arrivare al voto prima delle ferie.

Consigli chiusi

Se manca il tempo per approvare i provvedimenti, ancora meno ne resta per i Consigli regionali aperti. Tutti autorizzati dal presidente Nicco, ma nessuno realmente calendarizzato.

Il Consiglio aperto dedicato alla crisi del settore vitivinicolo è stato di fatto declassato a una seduta della III Commissione Agricoltura, convocata per domani. Quello sulle crisi industriali, così come il Consiglio aperto sul sovraffollamento delle carceri, è invece rimasto sulla carta.

Una situazione che alimenta le critiche delle opposizioni, ma anche il malumore di parte della maggioranza, mentre il Parlamento piemontese rischia di arrivare alla pausa estiva con una lunga lista di provvedimenti ancora da smaltire. Dopo aver battuto la fiacca per settimane, per i consiglieri piemontesi nelle ultime settimane di luglio si prospetta un bel tour de force.  

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