Caro luce e gas, 400mila piemontesi in bolletta
12:05 Mercoledì 08 Luglio 2026Dai 3.164 milioni di euro del 2024 si è passati ai 3.253 milioni del 2025, e nel 2026 si arriverà a 3.685 milioni. Il caldo e il freddo penalizzano lavoratori e famiglie, che non riescono ad arrivare a fine mese. Il report di Confartigianato
Oltre 400mila cittadini piemontesi hanno difficoltà a pagare le bollette di luce e gas. Il dato, elaborato dall'Ufficio Studi di Confartigianato su base dei rilevamenti dell’Oipe (Osservatorio Italiano per la Povertà Energetica) e dell’Istat relativi al 2025, colloca la regione all'ottavo posto nella graduatoria nazionale della povertà energetica, con il 10,1% dei nuclei familiari — oltre 205mila famiglie — che fatica a sostenere i costi dell'energia.
Il dato piemontese supera di un punto la media nazionale, ferma al 9,1%, che corrisponde a quasi due milioni e mezzo di famiglie italiane in difficoltà, pari a cinque milioni e tremila persone. In cima alla classifica delle regioni più colpite si trova la Puglia, con il 18,1% dei nuclei in povertà energetica; all'estremo opposto il Lazio, che con il 5% risulta la regione più virtuosa.
I dati
I numeri sulla spesa energetica delle famiglie piemontesi tracciano una traiettoria in accelerazione: dai 3.164 milioni di euro spesi nel 2024 si è passati ai 3.253 milioni del 2025, con una previsione che per il 2026 sale a 3.685 milioni. “Il caldo come il freddo stanno diventando un fattore penalizzante per i lavoratori e le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese”, ha dichiarato Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, commentando i dati.
Secondo Felici, la difficoltà ad accedere a servizi essenziali come il riscaldamento invernale, il raffrescamento estivo o la possibilità di illuminare adeguatamente la casa deriva da una pressione fiscale e tariffaria che grava su imprese, lavoratori e famiglie. “La povertà energetica rappresenta una delle sfide più urgenti della nostra società e deve essere affrontata con azioni concrete e coordinate”, ha aggiunto.
Lungimiranza cercasi
Felici ha rivendicato il ruolo delle imprese artigiane nell’efficientamento energetico dei sistemi produttivi e nella costituzione di comunità energetiche, contrapponendo questo impegno a quella che ha definito come “inefficienza e rincorsa delle contingenze” da parte di politica e istituzioni.
Sul fronte della transizione energetica, il presidente di Confartigianato ha invocato “scelte lungimiranti, coraggiose e decise”, pur criticando esplicitamente le politiche di mobilità sostenibile: ha definito le piste ciclabili una risposta inadeguata al caro energia, sollevando dubbi sull'impatto ambientale complessivo dei veicoli elettrici — dall’approvvigionamento energetico, ancora in larga parte da fonti fossili, fino alla filiera produttiva e allo smaltimento delle batterie.


