TRAVAGLI DEMOCRATICI

Avs richiama all'ordine il M5s. Grimaldi sfida Lo Russo su Askatasuna

Nella torrida sede di corso Siccardi si ricuce la frattura tra Europa Verde e Sinistra Italiana, alla presenza dei leader nazionali Bonelli e Fratoianni, che lanciano un appello a Conte e Appendino: "Se andiamo divisi nelle città siamo più deboli alle Politiche"

I rossoverdi sotto la Mole si ricompattano, lanciano messaggi di unità agli alleati del campo largo e provano anche a dettare la linea al sindaco. La nascita del gruppo in Consiglio comunale di Alleanza Verdi-Sinistra viene sancita nella caldissima sede di corso Siccardi 6 in centro a Torino, rigorosamente non climatizzata, la temperatura supera quella esterna e il co-portavoce nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli rompe il ghiaccio con una battuta: “Io sono favorevole all’aria condizionata, ma bisogna cambiare tecnologia. Siamo per il diritto di tutti ad avere l’aria fresca, soprattutto gli anziani che in questi giorni soffrono il caldo e non possono permettersela. A patto che sia aria pulita”.

Ma quello celebrato a Torino non è soltanto un cambio di insegna, ma un passaggio politico chiave che chiude definitivamente una frattura durata anni tra Sinistra Ecologista ed Europa Verde nel capoluogo piemontese, quando alle Comunali del 2021 i primi decisero di appoggiare il centrosinistra e Stefano Lo Russo, mentre i Verdi sostennero la candidata del M5s Valentina Sganga. Acqua passata: da oggi nasce ufficialmente il gruppo Alleanza Verdi-Sinistra in Consiglio comunale e nelle Circoscrizioni, insieme al coordinamento cittadino del partito.

Ad annunciarlo, accanto ai leader nazionali Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, sono la capogruppo in Sala Rossa Sara Diena, il deputato torinese e vicecapogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi, il segretario provinciale di Sinistra Italiana Alberto Re e la co-portavoce provinciale dei Verdi Erica Bevilacqua. Presenti in sala anche le altre figure di punta dei rossoverdi torinesi, come le consigliere regionali Alice Ravinale e Valentina Cera e l’ex assessore verde Roberto Tricarico.

Non solo un cambio di nome

Per Fratoianni la nascita di Avs a Torino rappresenta molto più di una semplice operazione simbolica: “Quello che accade oggi non è scontato e non è solo un cambio di nome. È il segnale di un rafforzamento, di una crescita e di un radicamento. Abbiamo scelto di mettere insieme culture politiche diverse perché siamo convinti che sia la chiave per affrontare le grandi crisi del nostro tempo. Vogliamo rendere possibile ciò che è giusto”.

Un messaggio che Diena traduce sul piano locale: “Sinistra Ecologista ha anticipato lo spirito dell'alleanza rosso-verde. Oggi quel percorso trova la sua casa naturale in Avs”. L'obiettivo dichiarato è arrivare alle elezioni del 2027 con un'identità già consolidata, evitando la costruzione dell'alleanza all'ultimo momento e trasformandola invece in una presenza stabile sul territorio.

Messaggio ai Cinque Stelle

Ma oltre a festeggiare la ritrovata unità si guarda già alle prossime Comunali, e non solo. Bonelli e Fratoianni lanciano infatti un appello esplicito al Movimento 5 Stelle perché anche Torino possa rientrare nel modello di coalizione che il centrosinistra sta cercando di costruire a livello nazionale.

“Il ruolo delle città sarà decisivo per battere la destra”, osserva Bonelli. “Auspichiamo una ricomposizione. Se siamo divisi nelle città, rischiamo di presentarci più deboli alle elezioni politiche». Il co-leader Fratoianni si mostra prudente sulla partita torinese, evitando forzature ma indicando la direzione: “Naturalmente, dove c’è un sindaco uscente al primo mandato si parte da lì. Lavoreremo perché anche a Torino possa nascere la coalizione che a livello nazionale vuole costruire un’alternativa alla destra”.

Nessun automatismo

Parole che trovano però una risposta immediata da parte del Movimento 5 Stelle, con il capogruppo pentastellato in Sala Rossa Andrea Russi che frena sull’ipotesi di una continuità automatica con l'attuale amministrazione Lo Russo: “Le parole di Bonelli e Fratoianni confermano che il confronto non può prescindere dal bilancio dell’amministrazione uscente. Le alleanze costruite soltanto per battere la destra si sono già dimostrate fragili. Torino ha bisogno di un progetto forte e riconoscibile”, dichiara Russi.

“Su casa, welfare, trasporto pubblico, periferie, ambiente e qualità della vita il Movimento 5 Stelle ha espresso in questi anni un giudizio molto critico sulla Giunta. Prima serve un bilancio serio di questi anni, poi una proposta di discontinuità”, conclude il capogruppo 5s, molto vicino all’ex sindaca Chiara Appendino, che ha sempre posto il veto a qualsiasi ipotesi di alleanza con i dem in città. Una replica che certifica come il percorso verso il campo largo nel capoluogo piemontese sia tutt'altro che scontato.

Askatasuna, Lo Russo al varco

L’altro terreno su cui Avs rilancia è quello di Askatasuna. Marco Grimaldi approfitta della nascita del nuovo gruppo per tornare a incalzare il sindaco Stefano Lo Russo sul futuro dello stabile di corso Regina Margherita 47, sgomberato a dicembre dello scorso anno dopo 30 anni di occupazione.

“Per noi corso Regina 47 è molto più di un immobile. Puntiamo a restituirlo alla città e a mettere fine alla militarizzazione di Vanchiglia, magari prima delle prossime elezioni”. Il vicecapogruppo di Avs alla Camera, che nel suo intervento rivendica la crescita del progetto politico rosso-verde, lega la questione del centro sociale a una diversa idea di gestione dell’ordine pubblico: “Ai manganelli rispondiamo con più democrazia”, conclude.

Lavori in corso

Una posizione destinata a riaprire uno dei dossier più divisivi del dibattito politico torinese e che, inevitabilmente, torna a chiamare in causa il rapporto tra Avs e la stessa amministrazione Lo Russo, che dopo aver intrapreso la strada del patto di collaborazione ha interrotto il percorso dopo i vari episodi di violenza che negli ultimi mesi hanno coinvolto gli esponenti del centro sociale.

Con la nascita ufficiale del gruppo in Sala Rossa, dunque, Avs archivia definitivamente le divisioni interne della sinistra ecologista torinese e apre la lunga marcia verso le Comunali del 2027. Ma se l’unità dentro Avs appare ormai raggiunta, quella dell’intero centrosinistra, A Torino ma non solo, resta ancora tutta da costruire.

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