Il solito film

Dicono che… ieri sera alle Gallerie d’Italia di torinesi comuni, quelli senza incarichi, poltrone o titoli, non ci fosse neppure l’ombra. Nemmeno uno entrato per sbaglio, incuriosito da quel via vai nel “salotto” di piazza San Carlo. In compenso non mancava quasi nessuno del solito giro. Poco più di quaranta persone in sala e tutte, ma proprio tutte, con un posto fisso nell’album dell’establishment cittadino. In prima fila i vertici della Camera di Commercio, che insieme a Iren ha finanziato il video al centro dell’iniziativa, il procuratore capo Giovanni Bombardieri, il procuratore generale Lucia Musti a far da contorno all’immancabile compagnia di giro. Così, mentre il sindaco Stefano Lo Russo dialogava con i rettori Cristina Prandi e Stefano Corgnati sull’appassionante e decisamente originale “Torino universitaria” e spiegava che il nuovo city brand dovrebbe tenere insieme “tradizione e innovazione”, in platea sembrava prevalere un terzo pilastro: l’autoreferenzialità.

Poi è partito il filmato: meno di venti minuti per attraversare duemila anni di storia, da Augusta Taurinorum all’aerospazio. Un racconto così rassicurante da sembrare uscito dal cinegiornale Luce: Torino laboratorio, città anticipatrice, capitale di tutto (della nazione, dell’industria, della moda, del cinema, della televisione e della pubblicità), gli immancabili santini Gramsci e Gobetti, il Grande Torino, la tragedia di Superga, la medaglia d’oro per la Resistenza, le Olimpiadi, il turismo. Del fascismo e degli anni di piombo, che pure quella storia l’hanno segnata e ferita, neanche un accenno. Sarà che un biglietto da visita non può permettersi pagine stropicciate.

Ma, a sentire i bisbigli raccolti tra una poltrona e l’altra, il film vero era un altro. Più dei titoli sullo schermo interessavano quelli di coda. La firma della PuntoRec della famiglia Martina-Barberis ha riaperto un album che in molti conoscono a memoria. E quei cognomi, sotto la Mole, continuano ad avere una certa forza evocativa: Marco Barberis dirige la società, la madre Anna Martina è l'ex dirigente comunale e consulente di comunicazione finita anni fa al centro di polemiche per incarichi a società riconducibili alla famiglia, il padre Walter Barberis è lo storico presidente di Einaudi. Una coppia che per molti resta il simbolo di quel Sistema Torino cresciuto e pasciuto negli anni di Sergio Chiamparino e Piero Fassino. Acqua passata, certo. Ma c’è chi, uscendo dalla sala, giurava che quel vecchio rivolo continui ancora a trovare la strada per riaffiorare.

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