La fascia di De Grandis  

Dicono che…non sia bastato rimettere la delega allo Sport per placare il malcontento attorno a Ivan De Grandis. Il vicesindaco di Novara, in quota Fratelli d’Italia, qualche settimana fa, aveva “spintaneamente” rimesso la delega nelle mani del sindaco leghista Alessandro Canelli, dopo mesi di polemiche, con pressioni provenienti dagli alleati del centrodestra ma anche dagli uffici comunali, sommersi da reclami aventi ad oggetto la gestione dei vari dossier da parte di De Grandis.

Così a prendere il suo posto è stata Elisabetta Franzoni, mentre lui è passato al Turismo e al verde pubblico. Tutto risolto? Neanche per idea.

A inizio luglio i vannacciani di Alleanza Novarese-Futuro Nazionale presentano una mozione di censura nei confronti del vicesindaco, sottoscritta da tutte le opposizioni.

La mozione viene respinta, ma non senza evidenziare crepe nella maggioranza: a votare a favore sono in 13, mentre i contrari sono 17, a cui si aggiunge un’astensione e un’assenza piuttosto eloquente: quella della consigliera leghista Valentina Graziosi, che prima della seduta avrebbe confidato “Non vengo perché altrimenti voterei a favore”. Cosa che hanno fatto altri tre consiglieri di maggioranza, “protetti” dal voto segreto. Mentre si cerca di scoprire l’identità dei tre franchi tiratori, il caso politico è aperto.

La maggioranza che sostiene il sindaco Canelli, che pare sempre più in difficoltà e che dopo l’addio di Mauro Gigantino, Maurizio Nieli e Michele Ragno – tutti passati da FdI a Futuro Nazionale – deve fare i conti con il caso De Grandis. Non il miglior biglietto da visita a meno di un anno dalle prossime elezioni comunali. Per uscire da questo impasse si fanno sempre più insistenti le voci di chi chiede al vicesindaco di fare un passo indietro, rinunciando quantomeno alla carica di secondo cittadino. La favorita a prendere il suo posto sarebbe Teresa Armienti, assessore alle Politiche sociali in quota Forza Italia. Meglio perdere la fascia, che perdere la faccia.

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