POLITICA & SANITÀ

Il Piemonte inciampa nei pannoloni. Regione incontinente negli annunci

Un mese dopo le promesse dell'assessore poco o nulla è cambiato. Fioccano le segnalazioni di mancate consegne. Nessun miglioramento dall'incarico dato ad Amos. Valle (Pd): "La realtà è ben diversa da quanto assicurato da Riboldi"

Pannoloni, una storia infinita. E brutta. Perché sembra proprio che la Regione Piemonte, nonostante abbia mostrato il pugno duro e annunciato drastici cambiamenti, non sia ancora riuscita a garantire un servizio degno di questo nome per la distribuzione dei dispositivi indispensabili a molti anziani e a tutte quelle persone che ne hanno assoluta necessità.

Contratti disdetti, cambio di società appaltatrici, fino all’affidamento del servizio ad Amos, la società partecipata da alcune aziende sanitarie piemontesi. Tutto inutile, a quanto pare. Lamentele e proteste continuano a moltiplicarsi in tutto il Piemonte. Dalla provincia di Cuneo arriva il racconto di chi, a giugno, non ha ricevuto la prevista fornitura mensile ed è stato costretto ad acquistare i pannoloni di tasca propria, senza neppure riuscire a recuperare quanto gli sarebbe spettato con la consegna successiva.

Situazione analoga nel Torinese, a Giaveno, dove molti hanno scoperto soltanto per caso il cambio di fornitore, senza però ricevere i pacchi. Da un capo all’altro della regione si susseguono testimonianze accomunate dallo stesso epilogo: rimediare di tasca propria alle inefficienze di un servizio che, quando riesce a consegnare, non di rado sbaglia perfino le taglie.

Promesse mancate

Molte di queste testimonianze sono state raccolte da Daniele Valle, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris, che punta il dito contro l’assessore Federico Riboldi. “Un mese fa, il 16 giugno, aveva annunciato il passaggio del servizio di consegna dei pannoloni ad Amos, parlando di un cambiamento radicale che avrebbe riportato la situazione alla normalità. Purtroppo, dopo un mese – prosegue Valle – continuano ad arrivare segnalazioni che raccontano una realtà molto diversa”.

Procedure complicate

Per l’esponente dem i problemi non si esauriscono con i diffusi disservizi, nonostante il cambio di passo annunciato. Anzi, se ne aggiungono altri. “Amos chiama per concordare la consegna, ma non c’è un numero da richiamare. Così, chi perde la telefonata perde anche la consegna. Il protocollo – aggiunge Valle – prevede che, dopo la seconda chiamata senza risposta, venga inviato un sms da Amos. Il problema è che nessuno ha informato i cittadini del cambio di fornitore e quel messaggio finisce spesso per sembrare una truffa telefonica”.

Annuncite cronica

Dai banchi dell’opposizione arriva l’auspicio “che il passaggio ad Amos riesca davvero a rimettere ordine nel servizio. Ma proprio per questo sarebbe opportuno evitare annunci trionfalistici prima che i problemi siano effettivamente risolti. Quando si promette pubblicamente che dal 1° luglio tutto tornerà a funzionare e poi le famiglie continuano a comprare di tasca propria i presìdi che dovrebbero essere garantiti dal servizio sanitario, si crea una distanza pericolosa tra comunicazione e realtà”.

E, secondo Valle, non si tratterebbe neppure di un episodio isolato. “Anzi, purtroppo sta diventando una costante dell’amministrazione guidata da Alberto Cirio: prima l’annuncio, poi le aspettative create nei cittadini e, infine, la delusione quando quelle aspettative vengono smentite dai fatti. Qui, però, stiamo parlando di persone anziane, fragili, non autosufficienti e delle loro famiglie, che hanno bisogno di risposte immediate e concrete”.

print_icon