Condizioni sanitarie del carcere di Torino incompatibili con standard civiltà

Il sovraffollamento "ha raggiunto livelli devastanti", le condizioni igienico-sanitarie "sono ormai incompatibili con qualsiasi standard di civiltà", interi reparti sono "infestati da ratti, scarafaggi e cimici" e oggi inoltre, la mensa è stata "completamente invasa dalle formiche". E' la fotografia del carcere di Torino così come viene scattata dall'Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che parla di "situazione che ha superato ogni limite di tollerabilità". L'Osapp definisce "allarmante" anche il "fronte della sicurezza" e riporta a titolo di esempio l'andamento della giornata di oggi, durante la quale sono state eseguite 30 traduzioni di detenute (di cui 13 per processi per direttissima) impiegando appena dieci agenti. "Questi - afferma il sindacato - sono numeri che descrivono una condizione operativa insostenibile, con il personale esposto a rischi gravissimi". L'Osapp lamenta inoltre che la mensa, obbligatoria di servizio, dove oggi sono spuntate le formiche, è priva di climatizzazione all'inizio dell'estate. "A Torino - commenta Leo Beneduci, segretario generale del sindacato - lo Stato sta arretrando proprio dove dovrebbe essere più forte. Chi ogni giorno indossa la divisa della polizia penitenziaria è stato lasciato solo a fronteggiare un'emergenza senza precedenti". L'Osapp chiede "l'immediato intervento" del Servizio di igiene pubblica, dei carabinieri del Nas, del prefetto, del sindaco e del presidente della Regione in modo che ciascuno si attivi "per quanto di rispettiva competenza". 

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