QUIRINALIZIE

5 Stelle, bocciati i piemontesi

Le urne virtuali grilline incoronano la giornalista Gabanelli come candidato per il Colle. Bonino, Zagrebelsky e Caselli finiscono indietro. Risultato non brillante anche per il giurista Rodotà, indicato da molti esponenti torinesi

Se non papi, erano entrati nelle urne telematiche grilline almeno come papabili, ma ne escono semplici cardinali. Nulla da fare per i candidati piemontesi alle Quirinalizie del Movimento 5 stelle che, al secondo turno, hanno incoronato il volto noto della tv d’inchiesta Milena Gabanelli, conduttrice di Report e titolare di alcune delle più pregiate inchieste del giornalismo nostrano. Al secondo posto il fondatore di Emergency Gino Strada, seguito dal giurista Stefano Rodotà, che pure aveva goduto dell’endorsement di alcuni eletti e militanti “di peso” del Movimento, come il capogruppo in Sala Rossa Vittorio Bertola. Giù dal podio il presidente emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky (4°), la leader radicale Emma Bonino (6ª) e il procuratore capo della Repubblica Gian Carlo Caselli.

 

 

E se sul procuratore capo della Repubblica di Torino ha certamente pesato il pregiudizio del movimento No Tav che lo addita come uno dei principali responsabili dell’azione persecutoria nei loro confronti, a Zagrebelsky non ha certo giovato la critica verso la politica sul web espressa nel corso della Biennale Democrazia. Sulla braidese  Bonino, infine, ha pesato la lunga militanza nella politica nazionale che l’ha fatta identificare come uno degli esponenti di spicco della casta, lei che di Romano Prodi (giunto 8°) è stata ministro del Commercio internazionale.

 

Spiega Bertola: «Milena Gabanelli sarà la nostra bandiera alle prime votazioni per il Presidente della Repubblica. Poi, ovviamente, al momento buono sarebbe un delitto non accordarsi su uno dei 4-5 primi classificati, tutte persone super partes e di grande valore». Rammaricato il senatore Marco Scibona che aveva puntato su Imposimato, come il collega Alberto Airola. E anche l'altro Bertola del Movimento, Giorgio, non pare particolarmente entusiasta della scelta dei suoi compagni di viaggio: «Gabanelli ti stimo moltissimo, ma non ti manderei al Quirinale».

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