Solo il 28% "assolve" Roggero, italiani contrari al Far West
11:41 Martedì 28 Luglio 2026Il sondaggio Swg dopo la carcerazione del gioielliere di Grinzane Cavour smentisce molte certezze. La maggioranza ritiene giusta la condanna, oltre la metà non vuole allargare la legittima difesa e il 44% chiede persino regole più severe sul porto d'armi
Mario Roggero è ormai molto più di un nome nelle cronache giudiziarie. Il gioielliere di Grinzane Cavour, entrato in carcere dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori in fuga e ferito un terzo, è diventato il simbolo di uno scontro che investe politica, giustizia e sicurezza. Mentre la richiesta di grazia incendia il dibattito, il sondaggio di Swg restituisce l’immagine di un Paese assai meno scontata di quella offerta dal dibattito pubblico.
Fino a dove può spingersi la legittima difesa? E soprattutto: la legge va cambiata? A distanza di qualche settimana dalla sentenza della Cassazione e mentre la vicenda è stata trasformata in un caso politico, con la richiesta di grazia sostenuta da una parte del centrodestra e contestata dalle opposizioni, gli italiani sono divisi, ma non chiedono uno stravolgimento della normativa e, soprattutto, respingono l’idea che ciascuno possa farsi giustizia da sé.
Dalla rapina al carcere
La vicenda è nota. Il 28 aprile 2021 tre rapinatori armati fecero irruzione nella gioielleria di Roggero a Grinzane Cavour. Dopo essersi impossessati del bottino uscirono dal negozio tentando la fuga. Roggero li inseguì all’esterno e sparò numerosi colpi: due morirono, un terzo rimase ferito.
Per tutti i gradi di giudizio il punto decisivo è rimasto lo stesso: quando partirono gli spari, secondo i giudici, il pericolo immediato era cessato e i rapinatori stavano fuggendo. Per questo è stata esclusa la legittima difesa. Il 15 luglio scorso la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio volontario e tentato omicidio. E ora è detenuto nel carcere di Bollate.
Da quel momento il caso è rapidamente uscito dalle aule giudiziarie per approdare sul terreno della politica. Il centrodestra, con il sostegno anche del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha rilanciato la richiesta di grazia; il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria, poi richiamato dal Quirinale ai limiti delle rispettive competenze costituzionali, ribadendo che la decisione spetta esclusivamente al presidente della Repubblica.
Roggero divide, ma prevale la legge
È dentro questo clima che Swg ha realizzato il sondaggio tra il 21 e il 23 luglio su un campione rappresentativo di 800 maggiorenni.
Il primo dato fotografa un Paese tutt’altro che compatto. Alla domanda su come dovrebbe essere giudicato un caso come quello del gioielliere piemontese, il 33% ritiene giusto il carcere, il 35% considera corretta la condanna ma giudica eccessiva la pena inflitta, mentre il 28% ritiene che Roggero avrebbe dovuto essere assolto. Appena il 4% non prende posizione.
In sintesi, quasi sette italiani su dieci ritengono che, in situazioni analoghe, una qualche forma di responsabilità penale debba comunque esistere. La richiesta di assoluzione piena resta minoritaria.

Modifiche alla legittima difesa
Ancora più netto è il giudizio sulla normativa. Solo il 36% vorrebbe estendere la legge fino a rendere non punibile qualsiasi reazione, anche sproporzionata. Il 35% ritiene che la disciplina attuale debba restare invariata, mentre un ulteriore 18% arriverebbe addirittura a restringerne l’ambito di applicazione. In sostanza, il 53% degli italiani non vuole un ampliamento dell’attuale legittima difesa. Il dato conferma che l’emotività suscitata dal caso Roggero non si traduce automaticamente nella richiesta di cambiare il codice penale.
Se il quadro generale appare equilibrato, basta osservare il voto per cogliere una spaccatura profondissima. Tra gli elettori del centrodestra la maggioranza sostiene l’estensione della legittima difesa e guarda con forte criticità alla condanna del gioielliere. Tra quelli del centrosinistra prevalgono invece sia il favore al mantenimento della legge attuale sia l’approvazione della decisione della Cassazione. È una polarizzazione quasi speculare che conferma come il caso Roggero sia ormai diventato uno dei simboli identitari dello scontro politico nazionale.

No al risarcimento
C’è però un punto sul quale gli italiani sembrano ritrovare una sorprendente convergenza. Il 57% giudica sbagliato che chi reagisce a un reato, pur eccedendo nei limiti della legittima difesa, debba risarcire gli autori dell’illecito o i loro familiari. Solo il 16% considera corretto il principio così come previsto oggi, mentre il 18% lo accetterebbe soltanto in forma attenuata. È probabilmente questo l'aspetto della vicenda che suscita il maggiore disagio nell'opinione pubblica.

Niente Far West
Il sondaggio smentisce infine un’altra convinzione abbastanza diffusa nel dibattito politico. Nonostante la forte partecipazione emotiva al caso Roggero, il Paese non mostra alcuna apertura verso una liberalizzazione delle armi. Il 44% vorrebbe addirittura rendere più severi i criteri per ottenere il porto d’armi, il 31% lascerebbe le regole invariate e soltanto il 15% auspica un allentamento delle restrizioni.
È la conclusione cui arriva anche Swg nella sintesi del rapporto: il tema resta altamente divisivo, ma prevale il rifiuto di qualsiasi deriva da “Far West”. Gli italiani possono discutere sulla pena inflitta al gioielliere piemontese e persino considerarla troppo severa, ma continuano a ritenere che il monopolio della forza debba restare allo Stato e che la reazione privata non possa trasformarsi in vendetta.



