PALAZZO LASCARIS

Centrodestra in ordine scarso

In Consiglio regionale del Piemonte la maggioranza si impantana sull'ordine dei lavori: slitta il voto sul piano aria e FdI ritira l'odg sulla Tav per evitare lo stallo. Intanto l'opposizione prepara la battaglia sull'assestamento di bilancio

Al posto del Piano per la qualità dell’aria, tanta aria fritta. La lunga settimana del Consiglio Regionale, quella che secondo i piani del centrodestra dovrebbe concludersi con l’approvazione dell’assestamento di bilancio, si apre con uno scontro procedurale capace di mettere in difficoltà la maggioranza guidata dal presidente Alberto Cirio, costretta a fare marcia indietro su un ordine del giorno che aveva presentato appena pochi minuti prima. Il risultato è una seduta bloccata sull’ordine dei lavori e un centrodestra costretto a una ritirata tattica pur di non compromettere il calendario consiliare.

Sì Tav, no Odg

A far saltare il banco Fratelli d’Italia, con la richiesta di inserire all’ordine del giorno una mozione (a firma della consigliera Paola Antonetto) di condanna delle violenze avvenute nel fine settimana al cantiere dell’alta velocità Torino-Lione in Val di Susa. La richiesta, tuttavia, prevedeva che il documento fosse discusso come ultimo punto della seduta, quando di fatto non ci sarebbe stato più tempo.

L’opposizione, accortasi del cul de sac in cui i suoi avversari si stavano cacciando, ha colto immediatamente l’occasione. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Stati Uniti d'Europa hanno chiesto l’inversione dell'ordine dei lavori: discutere subito il documento sulla Tav e rinviare il Piano aria. Una mossa che avrebbe avuto un duplice effetto: consentire il confronto politico sul tema e, soprattutto, far slittare il provvedimento che la giunta voleva chiudere rapidamente per liberare il calendario.

L’obiettivo del centrodestra, infatti, è di archiviare il Piano qualità dell’aria per aprire già da domani la maratona sull’assestamento di bilancio, terreno sul quale le opposizioni hanno già annunciato un durissimo ostruzionismo. Uno scenario che rischia di trascinare i lavori fino ad agosto, salvo che – come ironizzano i banchi della minoranza – intervenga il "partito delle ferie" a svuotare l'aula.

Per evitare di cadere nella trappola procedurale, Antonetto ha infine ritirato il proprio ordine del giorno, chiedendo contestualmente la convocazione di un Consiglio straordinario dedicato alla Tav. Una richiesta che si aggiunge a quelle, già approvate dal presidente Davide Nicco ma mai calendarizzate, sulle crisi industriali piemontesi e sulla situazione delle carceri. Non c’è due senza tre.

FdI sugli specchi

Per l’opposizione il ritiro dell’atto certifica un fallimento: la capogruppo di Avs Alice Ravinale ha accusato la maggioranza di aver cercato una strumentalizzazione del tema per poi sottrarsi al confronto non appena si è prospettata la possibilità di discuterlo davvero. “Noi abbiamo chiesto di affrontarlo subito. A quel punto Fratelli d’Italia lo ha ritirato”, ha osservato, parlando di  “ennesimo doppio standard” della destra sul tema della violenza.

A difendere la scelta della maggioranza è intervenuto il capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Riva Vercellotti, secondo cui un tema come quello della Tav merita una seduta interamente dedicata e non “cinque minuti a fine Consiglio”. Non ha rinunciato, tuttavia, ad attaccare le divisioni del cosiddetto campo largo: “Pd, M5s e Avs hanno posizioni inconciliabili sull’alta velocità”. Una polemica che non cancella ma anzi accentua la difficoltà politica emersa in aula: nel tentativo di incalzare le opposizioni sul terreno della sicurezza, il centrodestra si è ritrovato costretto a ritirare il proprio documento pur di salvare il cronoprogramma della legislatura.

Assestamento alle porte

Un discreto antipasto di quanto ci aspetta nei prossimi giorni, con l’avvio della discussione sull’assestamento di bilancio. Nella conferenza stampa convocata questa mattina dalle forze di opposizione – Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra e Stati Uniti d'Europa – queste hanno parlato di un Piemonte in “situazione drammatica”.

Secondo la capogruppo dem Gianna Pentenero, dai rapporti finanziari tra Regione e Stato mancherebbero all'appello circa 410 milioni di euro. “La Corte dei Conti ha formulato osservazioni molto pesanti. Il Piemonte non è in ripresa, ma vive una difficile situazione finanziaria”, ha affermato, ricordando anche il forte incremento del disavanzo sanitario, salito in un anno da 127 a 213 milioni di euro.

Per Avs Ravinale ha invece puntato il dito contro i 117 milioni di euro di bollo auto non riscossi, mentre la capogruppo pentastellata Sarah Disabato ha definito “uno sconticino” la promessa riduzione dell’Irpef annunciata la scorsa settimana dalla giunta Cirio. Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa ha contestato il taglio di 130 mila euro destinati alla formazione di nuovi agenti di polizia locale: “Gli stessi che si riempiono la bocca parlando di sicurezza tolgono risorse alle forze dell’ordine”.

Fondo montagna, sì tra le polemiche

La mattinata ha riservato qualche polemica anche in Terza Commissione, dove è arrivato il via libera al riparto del Fondo regionale per la montagna da 9,3 milioni di euro. L’assessore Marco Gallo ha spiegato che 5,2 milioni saranno immediatamente disponibili, mentre i restanti 4,1 milioni potranno essere assegnati solo dopo la disponibilità effettiva delle risorse di bilancio. I fondi serviranno principalmente a sostenere il funzionamento delle Unioni montane, il personale e alcuni interventi dedicati alla rete escursionistica e alla promozione delle terre alte.

Dall’opposizione, Monica Canalis (Pd) ha tuttavia denunciato un taglio di oltre un milione di euro rispetto allo stanziamento storico del fondo, accusando la giunta di penalizzare i territori montani per compensare le difficoltà dei conti regionali: “Dopo le polemiche sulla riforma Calderoli, ora arrivano anche i tagli della Giunta Cirio”.

Decoro istituzionale

La consigliera cattodem ha inoltre aperto la seduta con una richiesta di “rispetto istituzionale” nei confronti della Commissione, criticando una mail inviata dal consigliere di Fratelli d'Italia Davide Zappalà – coinvolto nell’affaire bisteccheria che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro e della vicepresidente della Regione Elena Chiorino – al presidente Claudio Sacchetto, dai toni sarcastici e finita agli atti del Consiglio.

Il primo, nel proporre al collega di partito di tenere una seduta di commissione della sede di Ipla. ha voluto premettere di essere “conscio che di fronte a cotanta perfezione è il minimo considerare un atto di superbia il solo concepire di poterle dare un consiglio”. Sourtout, pas trop de zèle.

Insomma, tra un Piano aria ancora da votare, un ordine del giorno ritirato in fretta e furia per non ingolfare il calendario, un assestamento su cui si preannuncia battaglia e nuove polemiche in Commissione, al governatore Cirio e al centrodestra piemontese non resta che sperare nel partito delle ferie per togliere tutte le castagne del fuoco.  

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