Veicoli commerciali in crescita in Europa, ma l'elettrico resta indietro
09:29 Mercoledì 29 Luglio 2026
Il mercato europeo dei veicoli commerciali ha registrato un primo semestre del 2026 positivo, nonostante le difficoltà geopolitiche. La crescita nei segmenti dei furgoni e degli autocarri - spiega l'Acea, l'associazione dei costruttori europei - rispecchia una ripresa a partire da livelli bassi, mentre il segmento degli autobus mostra una forte espansione. I veicoli ricaricabili elettricamente hanno continuato a guadagnare quote di mercato, ma la loro diffusione rimane al di sotto dei ritmi necessari, frenata da condizioni abilitanti insufficienti, in particolare nei segmenti dei veicoli più pesanti. Nel semestre le immatricolazioni di nuovi furgoni nell'Ue sono aumentate dell'1,9% (742.759 unità), con una crescita trainata dalla Spagna (+7,9%), mentre Germania (-4,6%), Italia (-4,7%) e Francia (-2,1%) hanno registrato un calo. Gli autocarri sono cresciuti del 9,8% (171.933 unità), grazie soprattutto ai mezzi pesanti (+11,1%), mentre gli autobus hanno segnato il risultato migliore con un +22,7% (22.590 unità). In questo comparto l'Italia ha fatto registrare l'incremento più elevato tra i principali mercati europei (+51,6%). Sul fronte delle alimentazioni, il diesel resta dominante sia nei furgoni (79,1% del mercato) sia negli autocarri (92,1%), ma continuano a crescere i veicoli elettrici: i furgoni a batteria hanno raggiunto una quota del 13,2% (+41,6% nelle immatricolazioni), gli autocarri elettrici il 4,8% (+47,7%) e gli autobus elettrici il 27,7% del mercato (+56,8%), con l'Italia primo mercato europeo del comparto. "Il mercato dei veicoli pesanti è in ripresa, ma la transizione verso le emissioni zero è ancora lontana dagli obiettivi. Oggi in Europa meno di un nuovo veicolo pesante su 40 è a zero emissioni; entro il 2030 questa quota dovrà avvicinarsi a uno su tre", spiega Thomas Fabian, direttore Veicoli Commerciali dell'Acea. "Il divario tra i Paesi europei è evidente: mentre in Svezia e nei Paesi Bassi i veicoli a zero emissioni raggiungono circa il 10% del mercato, in Italia, Spagna e Polonia la quota è ancora vicina allo zero. Più che l'offerta di veicoli, mancano le condizioni per renderli competitivi: infrastrutture di ricarica e rifornimento, accesso alla rete elettrica e sistemi di tariffazione basati sulle emissioni di CO2".


