Prima la spartingaia poi i conti. L'opossum Cirio temporeggia
Davide Depascale 17:03 Mercoledì 29 Luglio 2026Il voto finale del Consiglio Regionale del Piemonte sull'assestamento da 150 milioni di euro arriva ad agosto. La lista della spesa è lunga, Tronzano e i tecnici devono far quadrare i conti. Il partito delle ferie batte in ritirata, il Campo Largo non sa che pesci prendere
La spartingaia viene prima delle ferie. È questo il vero motivo che sta rallentando l’approdo in aula dell’assestamento di bilancio della Regione Piemonte, la manovra da circa 150 milioni di euro con cui la giunta guidata da Alberto Cirio punta a chiudere i conti prima della pausa estiva. Nessuna frattura nella maggioranza, nessuno scontro politico come accaduto altre volte: questa volta il tempo serve soprattutto per mettere nero su bianco la lista definitiva delle richieste avanzate dai quattro gruppi di centrodestra e consentire agli uffici tecnici di verificarne la copertura finanziaria.
Il Patto di FdI
L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano è al lavoro per trovare la quadra tra le diverse esigenze dei partiti che sostengono la Giunta Cirio. A ciascun gruppo è stato infatti assegnato un vero e proprio budget da destinare agli emendamenti di propria competenza, in una sorta di ripartizione delle risorse tra i vari gruppi della maggioranza.
La fetta più consistente spetta a Fratelli d'Italia, primo partito della coalizione, che può contare su circa 1,2 milioni di euro. Almeno la metà delle risorse dovrebbe essere destinata ad ampliare il “Patto per la sicurezza urbana”, il protocollo siglato nel 2023 tra Regione Piemonte, Comune di Torino e Prefetture, estendendolo ad altre città e province piemontesi. Per i restanti 6-700 mila euro il confronto interno è ancora aperto e le trattative proseguono.
La lista della spesa del Carroccio
Alla Lega, invece, spetta esattamente la metà del plafond dei meloniani: 600 mila euro. Ma le richieste avanzate dai consiglieri del Carroccio, guidati dal capogruppo Fabrizio Ricca, sono numerose e distribuite su tutto il territorio piemontese. Tra le priorità figura un contributo alla biblioteca di Beinasco, Comune capofila del progetto Sbam, il Sistema bibliotecario dell’area metropolitana che coinvolge anche Bruino, Giaveno, Orbassano, Piossasco, Rivalta, Villarbasse e Volvera. Sul tavolo anche un finanziamento per la chiesa di Castellamonte nellambito del Circuito Antonelliano e risorse destinate al Comune di Salassa, nel Canavese, per la realizzazione di un'area sportiva all'aperto.
Non manca poi l’attenzione agli eventi locali: tra le proposte avanzate dal consigliere Andrea Cerutti compare il sostegno alla Fiera del Fungo di Giaveno, con l’obiettivo di favorirne il salto di qualità da manifestazione regionale a evento di rilievo nazionale.
L’alessandrino Marco Protopapa punta a ottenere un finanziamento per le Terme di Acqui, struttura sulla quale la Regione ha già manifestato l’intenzione di entrare nella governance per rilanciarne il futuro. L’obiettivo è rafforzare il collegamento con il sistema sanitario regionale e trasformare il complesso in un polo di riferimento per la riabilitazione. L’ex vicepresidente della Regione Fabio Carosso propone invece interventi per la valorizzazione delle Langhe e del Monferrato, mentre l’ex assessore alla Sanità Luigi Icardi chiede di inserire nuove risorse per il contrasto all'obesità.
Piatto ricco
Anche Lista Cirio e Forza Italia avranno la loro quota di emendamenti, con una disponibilità che si aggira intorno ai 400 mila euro. Gli azzurri, in particolare, intendono destinare parte delle risorse al sostegno dei parchi faunistici. Si tratta di cifre tutto sommato contenute rispetto al valore complessivo della manovra, ma politicamente significative perché consentono ai gruppi consiliari di lasciare il proprio segno sul provvedimento.
Tra gli emendamenti presentati direttamente dalla Giunta spicca inoltre quello da 2,5 milioni di euro destinato a sostenere la realizzazione di un nuovo Club Med a San Sicario, uno degli interventi economicamente più rilevanti contenuti nell'assestamento, che ha già fatto parecchio discutere nei giorni scorsi ma è stato pienamente rivendicato dalla Giunta, con l’assessore alla Montagna Marco Gallo che ha parlato di “opera che resterà patrimonio pubblico e sarà a beneficio del territorio”.
Campo largo alla finestra
Prima del via libera definitivo, però, sarà necessario il vaglio degli uffici tecnici chiamati a verificare la sostenibilità finanziaria dell'intero pacchetto. Per questo motivo la discussione con ogni probabilità si concluderà la prossima settimana. Il voto finale potrebbe slittare a lunedì o martedì prossimi, quando il calendario segnerà già l’inizio di agosto.
Resta da capire quale sarà la strategia delle opposizioni. Al momento non è ancora chiaro se i gruppi di minoranza – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e Stati Uniti d’Europa – sceglieranno la strada dell'ostruzionismo, rallentando l’iter della manovra, oppure se preferiranno aprire una trattativa per ottenere a loro volta qualche finanziamento da inserire nel provvedimento.
Da quello che emerge da un vertice a porte chiuse con Tronzano del pomeriggio la capogruppo dem Gianna Pentenero sembra preferire la prima strada ma le sue colleghe Sarah Disabato (M5s), Alice Ravinale (Avs) e Vittoria Nallo (Sue) puntano a farsi approvare qualcosa, e così Domenico Ravetti, vicepresidente del Consiglio in quota Pd anche lui presente all'incontro e in disaccordo con la sua capogruppo. Per ora, intanto, il clima a Palazzo Lascaris sembra raccontare un’altra priorità. Le vacanze possono aspettare, prima bisogna chiudere la spartingaia: il Campo Largo deve decidere se partecipare o avere il potere (quantomeno provarci) di farla fallire.


