Ex Ilva Novi: lavoratori e sindacati, "chiarezza per salvare la siderurgia"

"E' necessario fare immediatamente chiarezza rispetto al percorso che si vuole attuare e alle azioni che si devono mettere in campo per salvaguardare un asset, quello della siderurgia, strategico per il futuro industriale e sociale dell'Italia e di tutti i territori direttamente interessati, a partire da Novi Ligure (Alessandria)". Lo scrive, in una nota, la Rsu Fim-Fiom-Uilm dopo le assemblee con i lavoratori nello stabilimento di strada Bosco Marengo. Dopo la sentenza della Corte d'Appello di Milano che ha stabilito, con decreto, che l'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto debba essere chiusa entro 90 giorni, "le preoccupazioni rispetto al futuro del Gruppo Acciaierie d'Italia e, più in generale, del tessuto industriale siderurgico del Paese sono aumentate ulteriormente - sottolineano da Novi -. Il tavolo tecnico convocato a Palazzo Chigi, che arriva in una fase straordinariamente grave e delicata per il futuro di migliaia di lavoratori, dovrà necessariamente e rapidamente concretizzarsi in soluzioni credibili che garantiscano una prospettiva di rilancio industriale e occupazionale certa e definitiva". Intanto, con le segreterie di categoria Cisl-Cgil-Uil, a Novi è stato proclamato lo stato di agitazione permanente. "Se non dovessero arrivare le necessarie risposte a partire già dalla riunione che si terrà il 4 agosto al ministero, avvieremo un forte percorso di protesta e mobilitazione", assicurano.

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