Scosse di assestamento in Regione: via libera alla manovra, ferie salve
Davide Depascale 17:40 Venerdì 31 Luglio 2026Due giorni di suk, una spartingaia da 208 milioni e qualche marchetta sacrificata sull'altare della pace di maggioranza. Alla fine la manovra passa, l'opposizione ripone le armi dell'ostruzionismo, Cirio e i consiglieri possono partire per le vacanze
Nessun problema tecnico: per sistemare la spartingaia è bastato un giorno. Il tempo invocato dall’assessore al Bilancio Andrea Tronzano come indispensabile per completare le tabelle si è rivelato, alla prova dei fatti, superfluo. Così l’assestamento di bilancio 2026-2028 della Regione Piemonte è stato approvato oggi, senza alcun bisogno di ricorrere ai tempi supplementari.
Il problema, come ampiamente prevedibile e come già raccontato dallo Spiffero, non era di natura tecnica, bensì squisitamente politica: alla maggioranza serviva tempo non per completare degli elenchi, ma per decidere cosa tagliare dalla lista della spesa. Ieri Tronzano aveva agitato lo spauracchio del rinvio a lunedì soprattutto per costringere i suoi alleati a trovare un accordo. A quanto pare, la mossa ha funzionato.
Basta marchette
A sbloccare l’impasse ha contribuito anche la minaccia ostruzionistica dell’opposizione. I consiglieri di minoranza, guidati dalle capogruppo Gianna Pentenero (Partito Democratico), Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle), Alice Ravinale (Alleanza Verdi-Sinistra) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa), in una call di ieri con Tronzano hanno chiesto il ritiro di quegli “emendamenti marchetta” presentati dai consiglieri di maggioranza, minacciando, in caso contrario, di depositarne migliaia per bloccare i lavori.
Nel mirino, in particolare, tre emendamenti a prima firma del capogruppo della Lega Fabrizio Ricca: il finanziamento di un’area sportiva outdoor a Salassa, piccolo comune del Canavese la cui sindaca, Roberta Bianchetta, è una sua stretta collaboratrice; un contributo per la chiesa di Castellamonte nell’ambito del Circuito Antonelliano; e uno stanziamento per la biblioteca di Beinasco.
Una pistola “fumante” messa sul tavolo che ha prodotto gli effetti sperati. Gli altri partiti della coalizione, Fratelli d’Italia in testa, non avevano alcun interesse a difendere simili proposte e la Lega ha finito per ritirarle, con il contributo a Castellamonte trasformato in ordine del giorno. In cambio del passo indietro, l’opposizione ha rinunciato all’ostruzionismo e ha portato a casa l’approvazione di sette ordini del giorno. Alcune proposte leghiste sono comunque passate, come l’emendamento a firma di Andrea Cerutti che destina 50 mila euro al Comune di Giaveno per la Fiera del Fungo. Una grande notizia per tutti i cultori dell’enogastronomia.
Il sigillo del governatore
A testimoniare la delicatezza del passaggio, la presenza in Aula per l’intera seduta del presidente della Regione Alberto Cirio: un evento più unico che raro per il governatore, che ha ritenuto necessario esserci fino all’ultimo per evitare intoppi e tenere insieme i fili della maggioranza. Nel discorso conclusivo Cirio ha ringraziato personale tecnico e consiglieri, mettendo fine ai timori, diventati ogni giorno più concreti, di trascorrere il mese di agosto a Palazzo Lascaris anziché sotto l’ombrellone.
Nel merito, la manovra approvata vale complessivamente 208 milioni di euro. Al centro c’è il ripristino di 101 milioni temporaneamente dirottati in primavera a copertura di interventi sanitari urgenti, ora integralmente restituiti ai capitoli originari: diritto allo studio universitario, welfare, trasporti e canoni idrici. Confermati inoltre 7 milioni per la cultura, in linea con lo stanziamento del 2025, altri 1,7 milioni per il comparto vitivinicolo e un milione per i distretti del commercio nelle aree urbane, mentre 81 milioni sono destinati al percorso di risanamento del disavanzo regionale.
L’Irpef può attendere
Resta la polemica sull’Irpef. Il taglio dell’addizionale regionale per la fascia di reddito tra 15 e 28 mila euro, che un anno fa Cirio aveva definito un «atto vincolante» da attuare nel 2028 a compensazione dell’aumento disposto per il 2026 e il 2027, è stato di fatto rinviato al 2029. Nel 2028 è previsto soltanto un alleggerimento simbolico, quantificabile in una decina di euro l’anno per contribuente. Un punto sul quale le opposizioni, pur avendo negoziato il ritiro delle marchette leghiste, non hanno abbassato i toni: il Movimento 5 Stelle ha parlato di «promessa tradita» e di tagli a trasporti pubblici, parchi, aree protette e piccoli Comuni montani, ribattezzati dalla maggioranza «rimodulazioni contabili».
Il provvedimento arriva così in porto entro il 31 luglio, termine di legge che la giunta Cirio ha più volte richiamato come «prova di rigore e serietà nella gestione dei conti». Resta il fatto che il rispetto della scadenza è passato, ancora una volta, attraverso una trattativa interna alla maggioranza risolta soltanto all’ultimo momento. Ora che la spartingaia è finita e il suk ha chiuso i battenti, Palazzo Lascaris riaprirà a settembre. Dopo tanta fatica, consiglieri e assessori potranno finalmente godersi le loro meritatissime ferie. E nessuno abbia l’ardire di insinuare che non se le siano guadagnate.


