Controlli nel settore turistico-alberghiero, sospese 157 attività
09:38 Sabato 01 Agosto 2026
Controlli straordinari , svolti tra giugno e luglio 2026, nel settore turistico-alberghiero hanno evidenziato che oltre il 63% delle aziende ispezionate è irregolare. Verificate 3825 posizioni lavorative ed accertate 742 posizioni irregolari. Contestate 559 violazioni in materia di sicurezza e sospese 157 attività imprenditoriali. Si è conclusa con questi dati la campagna straordinaria di vigilanza nel settore turistico-alberghiero volta al contrasto del lavoro sommerso, alla tutela dei lavoratori e alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L'attività, svolta dai militari del suddetto Comparto di Specialità in congiunta con l'Arma Territoriale, ha interessato tutto il territorio nazionale ed è stata finalizzata al contrasto del lavoro sommerso, alla tutela dei lavoratori e alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le attività ispettive e di vigilanza hanno riguardato principalmente alberghi, hotel, resort, villaggi turistici, campeggi, agriturismi, stabilimenti balneari, piscine, parchi acquatici, ristoranti, bar e pubblici esercizi, comparti caratterizzati da un significativo incremento dell'occupazione durante la stagione estiva. Gli obiettivi sono stati individuati sulla base di indici di anomalia sviluppati tramite l'analisi delle informazioni ricavate dalle Banche Dati in dotazione al Comparto e riscontrati, poi, mediante le tradizionali attività "sul campo". In particolare, Nel corso delle attività ispettive sono state controllate 785 aziende, delle quali 486 sono risultate irregolari, pari al 63,53% del totale delle imprese verificate. Tale percentuale riguarda il campione individuato per le verifiche in base a determinati criteri. Gli accertamenti hanno interessato complessivamente 3.825 lavoratori, tra cui: 900 lavoratori extracomunitari; e 84 lavoratori minori. Sono state accertate 751 posizioni lavorative irregolari, corrispondenti al 19,63% dei lavoratori controllati; tra queste, 553 posizioni sono risultate riconducibili a forme di "lavoro grigio" e 198 in nero. Altrettanto significativa - prosegue il comunicato del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro - - è stata l'attività di contrasto alle violazioni della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in relazione alla quale sono state 395 le violazioni accertate. A seguito delle violazioni riscontrate sono stati adottati 157 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale, pari al 20,71% delle aziende controllate. Nel dettaglio: 88 sospensioni per impiego di lavoratori "in nero"; 50 sospensioni per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro; 19 sospensioni per entrambe le ipotesi di lavoro "nero" e di gravi violazioni della normativa prevenzionistica. L'importo complessivo delle somme dovute per i provvedimenti di sospensione ammonta a 456.100 euro. L'attività ispettiva ha comportato complessivamente l'irrogazione di 3.489.881,40 euro tra sanzioni amministrative e ammende. Sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria 423 soggetti, alcuni dei quali anche per più fattispecie delittuose, tutti in stato di libertà: 395 per le violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; 4 per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (cd "caporalato" - art. 603-bis c.p.); 9 per violazioni della normativa sull'immigrazione, per aver adibito al lavoro cittadini stranieri irregolari e/o privi di documenti di soggiorno; 6 per violazioni in materia di lavoro minorile; 85 per ulteriori fattispecie illecite, quali, principalmente, la somministrazione fraudolenta di manodopera e l'installazione non autorizzata sui luoghi di lavoro di telecamere e sistemi di videosorveglianza in violazione dello Statuto dei Lavoratori. Sul fronte della salute e sicurezza sul lavoro, le violazioni maggiormente ricorrenti hanno riguardato gli obblighi del datore di lavoro ed in particolare l'obbligo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori, la formazione e la valutazione dei rischi. Tali fattispecie rappresentano oltre il 62% delle contestazioni accertate. I dati confermano come le principali criticità riscontrate nel comparto turistico-alberghiero siano riconducibili alla carente organizzazione della prevenzione, all'insufficiente formazione e informazione dei lavoratori e alla mancata o inadeguata valutazione dei rischi presenti negli ambienti di lavoro. L'esito della campagna straordinaria - conclude la nota - conferma la persistenza di fenomeni di lavoro sommerso, dell'utilizzo irregolare della manodopera e dell'inosservanza della normativa prevenzionistica nel comparto turistico-alberghiero.


