TRAVAGLI DEMOCRATICI

Campo largo chiude per ferie. Strappo nel Pd, tutto rinviato

A Pinerolo l'uscente Salvai (M5s) non può ricandidarsi ma spinge per la sua vicesindaca Costarelli, che divide i dem. Il riformista Rostagno non esclude la corsa in solitaria, la segretaria cittadina Lorenzino si propone come soluzione di mediazione

A Pinerolo, come a Torino, la partita delle Comunali 2027 si gioca attorno alla stessa domanda: campo largo sì o campo largo no? Se nel capoluogo piemontese il Movimento 5 Stelle sembra non voler sentir parlare di un sostegno alla ricandidatura di Stefano Lo Russo, sulle rive del Chisone il quadro è decisamente più sfumato.

A complicare i calcoli del centrosinistra pinerolese, infatti, non è tanto il rapporto con i pentastellati, quanto la scelta interna al Partito Democratico su chi dovrà guidare la coalizione uscente dopo il decennio di Luca Salvai, il sindaco “sui generis” del M5s arrivato al termine del secondo mandato e quindi non più ricandidabile.

La vicesindaca, l’ex assessore e la segretaria

Sono tre i nomi sul tavolo del campo largo: la vicesindaca Francesca Costarelli, figura civica vicina ad Avs ed espressione della continuità amministrativa con il sindaco uscente, tanto da essere soprannominata “la protesi di Salvai”; lex consigliere regionale ed ex assessore comunale (oltre che già sindaco di Usseaux) Elvio Rostagno, sostenuto dall’area riformista del Pd, a partire dalla consigliera regionale cattodem Monica Canalis; e la segretaria cittadina Silvia Lorenzino, che nelle ultime settimane si è ritagliata uno spazio come possibile candidata di mediazione.

Proprio quest’ultima, che lunedì scorso ha riunito il partito nella segreteria di circolo, ha deciso di non sciogliere la riserva prima della pausa estiva: la discussione riprenderà a settembre, dopo aver definito la cornice programmatica e solo successivamente il nome del candidato sindaco. Una scelta di metodo che il partito rivendica come tale: “Non una decisione a favore o contro qualcuno”, spiegano dal Pd pinerolese, ma la volontà di procedere “senza imposizioni e con i tempi opportuni”. Una scelta che, però, ha avuto un effetto immediato sull’unico dei tre aspiranti che aveva fissato una scadenza precisa.

L’ultimatum di Rostagno

Rostagno aveva chiesto una decisione entro il 31 luglio oppure, in alternativa, l’indizione di primarie aperte. Il partito ha invece scelto il rinvio, bocciando nel frattempo proprio l’ipotesi delle primarie. Risultato: “Si chiude la mia disponibilità”, ha dichiarato l’ex assessore comunale, rivendicando comunque il consenso “ampio e trasversale” raccolto nelle interlocuzioni di questi mesi e lasciando intendere, nella nota diffusa nelle stesse ore, di non considerare affatto conclusa la propria esperienza politica.

“Non sono alla ricerca di incarichi, ho tante cose belle a cui pensare”, ha aggiunto, per poi aprire, con un post pubblicato in mattinata sui social, alla possibilità di valutare altre opzioni per costruire a Pinerolo “un futuro basato su valori condivisi e condivisibili”.

Corsa a sé

Tra le opzioni evocate da Rostagno, la più concreta porta al nome di Lara Pezzano, assessora della giunta Salvai in quota Psi, che da mesi lavora a una propria candidatura al di fuori del perimetro del campo largo, con il sostegno di alcune liste civiche e, secondo quanto risulta, dopo aver già raccolto l’adesione di altre due assessore dell’attuale giunta.

Un asse Rostagno-Pezzano rimetterebbe in discussione gli equilibri di un centrosinistra che, sulla carta, converge in larga parte sul nome di Costarelli. La vicesindaca resta infatti sostenuta dalla maggioranza delle forze del tavolo – Avs in testa – oltre che, all'interno del Pd, dalla componente che fa riferimento al capogruppo in Consiglio comunale, l’architetto Luca Barbero, figlio dell’ex sindaco Alberto Barbero (anche lui architetto, come lo stesso Rostagno) e già sfidante di Salvai nel 2016.

Costarelli e M5s alla finestra

Resta sullo sfondo l'incognita Movimento 5 Stelle che, a Pinerolo – a differenza di Torino, dove Chiara Appendino ha lasciato Palazzo Civico dopo un solo mandato – ha governato per dieci anni con Salvai, sindaco pentastellato ma dall’impostazione fortemente civica, e ora osserva l’evoluzione del confronto interno al Pd prima di sciogliere la riserva sul candidato del campo largo.

Con il rinvio a settembre, il Pd pinerolese guadagna tempo per tentare di ricomporre le proprie fratture interne – tra la componente moderata, che aveva puntato su Rostagno ma oggi guarda con crescente freddezza alle sue ultime mosse, e l’ala più a sinistra rappresentata dalla segretaria Lorenzino – ma rischia anche di rafforzare ulteriormente la posizione di Costarelli. La vicesindaca, che già può contare sull’appoggio di Salvai, sembrerebbe la figura in grado di tenere insieme le diverse anime del campo largo.

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