ALTA TENSIONE

Askatasuna al bando, ma i vecchi inquilini potrebbero rientrare dalla finestra

Dopo lo sgombero del dicembre scorso Palazzo Civico avvia il percorso per assegnare l'immobile di corso Regina 47. Resta l'incognita su chi proverà a prendere uno spazio che per quasi trent'anni è stato il simbolo dell'antagonismo torinese

Dopo trent’anni trascorsi tra polemiche, tentativi di regolarizzazione e scontri politici, Palazzo Civico prova a mettere un punto sulla vicenda dell’ex Askatasuna. La giunta di Stefano Lo Russo ha approvato le linee di indirizzo per pubblicare un avviso pubblico con cui raccogliere manifestazioni di interesse per la riqualificazione e la futura gestione dell’immobile di corso Regina Margherita 47. Un indirizzo diventato celebre nella toponomastica dell’antagonismo.

Una decisione che mette la parola fine alla controversa operazione con cui l’amministrazione di centrosinistra aveva cercato di ricondurre a una forma di “legalità” la permanenza abusiva degli occupanti nello stabile.

Dall’occupazione al bando

L’edificio, ex sede dell’Opera Pia Reynero, era stato occupato nel 1996 trasformandosi negli anni nella principale centrale dell’area antagonista torinese. Per quasi tre decenni lo stabile è rimasto al centro di un braccio di ferro tra istituzioni e occupanti, fino all’intervento delle forze dell’ordine che nel dicembre 2025 hanno eseguito il sequestro e lo sgombero dell’immobile, ponendo fine all’occupazione abusiva.

Oggi quello stesso edificio torna al centro dell’agenda di Palazzo Civico, ma con un obiettivo completamente diverso: individuare un soggetto capace di recuperarlo e restituirlo al quartiere attraverso un percorso pubblico e trasparente.

Il fallimento della coprogettazione

La decisione assume anche un evidente significato politico. Appena due anni fa la giunta Lo Russo aveva tentato una strada completamente diversa, avviando la controversa procedura prevista dal Regolamento comunale sui beni comuni urbani per arrivare a una coprogettazione dell’immobile con un gruppo di cittadini “garanti”. Un percorso che molti interpretarono come il tentativo di offrire una cornice di legalità alla permanenza di Askatasuna nello stabile occupato. La scelta provocò un’ondata di critiche politiche e istituzionali, alimentando uno dei dibattiti più accesi del mandato di Lo Russo.

Quella strada non è mai approdata al risultato sperato. Gli sviluppi successivi, le continue tensioni legate all’area antagonista e infine lo sgombero hanno di fatto archiviato il progetto di “legalizzazione” attraverso il modello dei beni comuni. Oggi l’amministrazione cambia registro e riparte da un avviso pubblico aperto a tutti.

“Restituirlo alla comunità”

Le linee guida approvate dalla giunta, su proposta della vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, prevedono una consultazione preliminare rivolta a persone fisiche, enti del Terzo Settore e associazioni interessati a presentare proposte per la riqualificazione, l’utilizzo e la gestione dello stabile.

“L’immobile si caratterizza per una storica vocazione sociale e uno strettissimo legame con il territorio – spiega Favaro – e la volontà dell’amministrazione è di restituirlo alla comunità”. La posizione, accanto alla scuola Gianni Rodari e a pochi passi da Palazzo Nuovo, viene indicata come uno dei punti di forza di un edificio destinato, nelle intenzioni del Comune, a diventare un polo per famiglie, giovani, studenti e residenti.

Cosa cerca il Comune

L’avviso pubblico servirà esclusivamente a raccogliere manifestazioni di interesse. Non si tratta ancora dell’assegnazione dell’immobile, ma di una fase esplorativa che consentirà all’amministrazione di valutare le proposte e scegliere la procedura più adatta per il successivo affidamento.

I progetti dovranno avere finalità esclusivamente civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro. Palazzo Civico chiede iniziative capaci di valorizzare il complesso sotto il profilo culturale e sociale, garantire un utilizzo continuativo degli spazi, coinvolgere scuole, associazioni e reti territoriali, favorire l’accesso di giovani, famiglie, anziani e persone fragili, oltre a prevedere attività gratuite o a basso costo e benefici duraturi per il quartiere.

Una partita ancora aperta

Sul piano amministrativo si apre ora una nuova fase. Sul piano politico, invece, il dossier Askatasuna continua a lasciare dietro di sé un’eredità pesante. Il tentativo di trasformare un immobile occupato abusivamente in un “bene comune” ha rappresentato una delle scelte più divisive della giunta Lo Russo ed è finito senza raggiungere l’obiettivo.

Con il nuovo avviso pubblico Palazzo Civico prova ora a chiudere definitivamente quella stagione e ad affidare il futuro di corso Regina Margherita 47 non più a una trattativa politica, ma a una procedura aperta e competitiva, nella quale sarà il merito dei progetti – e non la forza di un’occupazione durata quasi trent’anni – a decidere quale sarà la nuova vita dell’ex Askatasuna.

Tutto questo sulla carta. Perché, come ricorda un vecchio adagio, la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni. E proprio per questo sarà necessario tenere gli occhi ben aperti quando l’avviso pubblico entrerà nel vivo. Non può infatti essere escluso che tra i soggetti intenzionati a partecipare possano affacciarsi associazioni, reti o realtà riconducibili, direttamente o indirettamente, alla galassia dell’antagonismo che gravitano attorno ad Askatasuna. Sarebbe una beffa difficile da spiegare ai torinesi: dopo uno sgombero eseguito dallo Stato per ripristinare la legalità, ritrovarsi lo stesso immobile affidato, sia pure attraverso altri soggetti, a chi ne rappresenta la continuità politica. Uno scenario che Palazzo Civico dovrà evitare con la massima attenzione, nell’interesse della città e della legalità.

“Un bando vero, senza scorciatoie”

Un’allerta che arriva anche dal vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, papabile sfidante alle prossime elezioni, tra i più duri oppositori del tentativo di affidare lo stabile attraverso la procedura dei beni comuni. “Finalmente il sindaco Lo Russo si arrende alle nostre numerose istanze di mettere a bando con un’evidenza pubblica l’ex centro sociale Askatasuna. L’importante è che gli ex occupanti antagonisti non riprendano possesso dell’immobile sotto le mentite spoglie di un finto comitato di quartiere", afferma l’esponente di Fratelli d'’talia.

Marrone richiama poi anche gli ultimi episodi avvenuti in Val di Susa durante le manifestazioni No Tav: “Abbiamo avuto la conferma che si tratta solo di teppisti eversivi. Vigileremo affinché si tratti di un bando reale e trasparente, anche nel rispetto dei tanti agenti delle forze dell’ordine feriti da questi delinquenti”.

print_icon