Caos, ritardi e mancate consegne. Il Piemonte ricasca sui pannoloni
Stefano Rizzi 07:00 Mercoledì 05 Agosto 2026L'annunciato miglioramento nel servizio non si vede. Settimane di attesa, telefoni che non rispondono, famiglie costrette a pagare di tasca propria. Falle e magagne nella gestione affidata ad Amos da Riboldi. Il Pd attacca: "L'assessore faccia meno annunci e lavori"
Chissà se ce ne sarà uno capace di contenere il profluvio di promesse e rassicurazioni che oggi suonano ancora più paradossali e beffarde di fronte al caos e ai disagi che continuano a segnare, in tutto il Piemonte, il (dis)servizio di consegna dei pannoloni per incontinenti.
Perché la sanità piemontese, che vanta indiscutibili e riconosciute eccellenze anche in settori clinici di massima complessità, finisce per impantanarsi su una questione prettamente logistica: prenotazioni, magazzinaggio, consegne.
Piange il telefono
Il grattacielo del Lingotto non è la sede di Amazon, ma è altrettanto evidente che portare a domicilio, o nella farmacia più vicina, gli ausili indispensabili per moltissimi anziani e per tutte le persone che ne hanno necessità non dovrebbe sembrare un’impresa da colosso della logistica. Eppure, nonostante la rescissione del contratto con la ditta che si era aggiudicata il servizio e il successivo affidamento ad Amos (società partecipata interamente da cinque aziende sanitarie della Regione), poco o nulla sembra essere cambiato.
Dopo due settimane di vana attesa, una signora di Baveno, nel Verbano-Cusio-Ossola, cerca di contattare Amos. Risponde una voce registrata che invita a chiamare un altro numero, dove un messaggio informa che tutti gli operatori sono occupati e che sarà loro cura richiamare. Passano altre due settimane, insieme ad alcune mail rimaste senza risposta. Alla fine la signora si arrende e acquista a proprie spese i pannoloni.
Un mese e mezzo di attesa
Un caso isolato? Macché. Le segnalazioni a sindaci, consiglieri regionali e sui social non si contano più. Il figlio di una novantacinquenne, a fine luglio, aspettava ancora la consegna prevista all'inizio del mese e anche per lui l’esperienza con il servizio telefonico è stata pessima: tutti i tentativi di ottenere informazioni sono andati a vuoto.
Dopo un mese e mezzo di attesa, finalmente i pannoloni arrivano. Ma l’anziano cui erano destinati era morto pochi giorni prima. La figlia, questa volta, una telefonata la riceve: per dirle che sarebbero passati a ritirarli e che avrebbe dovuto comunicare il decesso. Tante, troppe, storie che raccontano una macchina, neppure così complicata, che semplicemente non funziona.
Logistica carente
Altre storie, raccolte tra chi conosce bene quella macchina alla quale l’assessore Federico Riboldi ha voluto affidare il nuovo corso dopo la disastrosa esperienza con la ditta precedente, parlano di un’organizzazione che presenterebbe più di una falla, di figure alle quali è stato affidato un compito mai svolto prima, di spostamenti di personale – Amos conta circa 1.800 dipendenti – da altri settori per gestire questo servizio e di molte altre criticità.
Le stesse fonti che lo Spiffero ha ascoltato riferiscono di un arretrato che, anziché ridursi, continua a crescere fino a raggiungere circa 15 mila consegne. Una delle cause andrebbe ricercata anche nella scarsa esperienza di gran parte del personale impiegato in questo tipo di attività. E di personale, per svolgere il compito affidato dalla Regione, Amos ne impiega alcune decine: una ventina di addetti tra magazzino e consegne, una quindicina al call center, oltre ad alcuni coordinatori. Un organico sufficiente? È una delle tante domande che sorgono alla luce dei risultati.
Convocati al grattacielo
Praticamente ogni giorno al magazzino di Fossano arrivano due tir carichi di pannoloni. Da quel momento in poi tutto sembra farsi confuso e, certamente, complicato. «Nell’epoca dell’e-commerce, com’è possibile che l’unica cosa che non si riesce a consegnare a domicilio in maniera efficiente siano i pannoloni?», chiede dai banchi del Pd in Consiglio regionale Monica Canalis, che continua a raccogliere segnalazioni e lamentele.
Lo stesso accade, tra gli altri, al suo collega e compagno di partito Daniele Valle che, da vicepresidente della Commissione Sanità di Palazzo Lascaris, ricorda come «era giugno quando Riboldi annunciava la risoluzione dei problemi nella consegna dei pannoloni, fissando a luglio la partenza del nuovo servizio. Ora è agosto e i problemi permangono. L’assessore spenga il microfono, chiuda i social e si dedichi di più a lavorare».
Che anche al grattacielo vi sia la consapevolezza di una situazione che richiede rapidi correttivi è confermato dalle ripetute convocazioni, negli uffici della Sanità, dei responsabili di Amos e dei dirigenti dell’Asl di Asti, responsabile del procedimento. L’ultima riunione si è tenuta ieri.


