Emergenza pannoloni in Piemonte. Colosso della logistica in soccorso
Stefano Rizzi 18:51 Venerdì 07 Agosto 2026Migliaia di consegne arretrate, segnalazioni ignorate, cittadini esasperati. L'appalto ad Amos si è rivelato un disastro. L'ipotesi di interruzione di pubblico servizio. In aiuto arriva il gruppo Lannutti, ma la prospettiva è un cambio radicale del sistema
Dal disservizio all’interruzione di pubblico servizio il passo può essere breve, ma le conseguenze sarebbero ben diverse. E se negli uffici della sanità della Regione Piemonte quell’ipotesi, a quanto pare, è effettivamente circolata, significa che il livello di criticità raggiunto nell’irrisolta vicenda dei pannoloni è ormai altissimo.
Migliaia di mancate consegne, centinaia di mail di segnalazioni e proteste ancora inevase, un numero di telefono al quale ottenere risposta è un’impresa, famiglie costrette a pagare di tasca propria quegli ausili per anziani e persone fragili che dovrebbero invece ricevere puntualmente a domicilio.
Il flop di Amos
Il passaggio dalla precedente ditta aggiudicataria dell’appalto – poi risolto dalla Regione con richiesta di una pesante penale – ad Amos, la società interamente partecipata da cinque aziende sanitarie piemontesi, non ha affatto migliorato la situazione. Anzi, l’ha peggiorata: dalla padella alla brace.
I ripetuti incontri che si sono susseguiti in questi giorni tra i dirigenti della sanità piemontese, quelli della società e l’Asl di Asti, cui è stato attribuito il ruolo di Rup (Responsabile unico del procedimento), non sembrano aver prodotto alcun risultato su un’organizzazione che appare sempre più inadeguata al compito.
Soluzione mancata
Proprio nelle ultime ore Amos avrebbe preso atto della situazione e sarebbero in corso contatti con un’importante azienda della logistica alla quale affidare le varie fasi del servizio – dalla gestione del magazzino e degli ordini fino alle consegne – nelle quali la società in house, cui l’assessore Federico Riboldi aveva deciso di affidare l’appalto confidando di aver individuato la soluzione al problema, si è impantanata.
A quanto risulta allo Spiffero, a gestire l’intera logistica dovrebbe essere il Gruppo Lannutti, nome di primo piano del settore, con quartier generale e polo operativo a Fossano, la stessa città in cui ha sede Amos. Ed è proprio in un capannone del Gruppo Lannutti che Amos ha collocato il proprio magazzino non appena ha iniziato a occuparsi della distribuzione dei pannoloni sull’intero territorio regionale. Un supporto che ora sarebbe destinato ad ampliarsi in maniera significativa.
Operatori del settore
I dettagli non sono ancora noti, ma non è affatto escluso che, oltre alla gestione del magazzino – uno dei punti più critici dell’intera filiera – Amos chieda il supporto dell’operatore privato anche per le consegne, che continuano ad accumulare ritardi giorno dopo giorno, con pesanti disagi per anziani, persone con disabilità e le loro famiglie.
Una situazione, quella piemontese, che appare tanto paradossale quanto incomprensibile se si pensa all’efficienza raggiunta dall’e-commerce e dalle reti di consegna a domicilio delle merci più disparate in tempi rapidissimi. Rivolgersi a un operatore specializzato nella movimentazione delle merci sembra quindi la soluzione più logica rispetto all’affidamento del servizio a una società che, pur operando di fatto all’interno del sistema sanitario regionale, non pare vantare esperienze analoghe.
L’urgenza e la gravità del problema non consentono, al momento, molte alternative, anche se in Regione si stanno valutando altre strade. Tra le ipotesi allo studio c’è anche quella di assegnare un plafond periodico a tutti gli aventi diritto e, attraverso la tessera sanitaria caricata come una sorta di bancomat, consentire l’acquisto diretto dei pannoloni nelle farmacie.
Il futuro nella tessera
Un sistema già utilizzato dai celiaci, che acquistano gli alimenti dedicati attraverso il credito digitale caricato sulla tessera sanitaria. Se si decidesse di percorrere questa strada sarebbero però necessari ulteriori passaggi amministrativi e autorizzativi. Un tempo che le migliaia di piemontesi alle prese con il disservizio non possono permettersi di attendere senza una soluzione ponte, come quella che si starebbe delineando e che resta tutta da verificare.
Nel frattempo, in una sorta di effetto domino, i ritardi nelle consegne, insieme all’aumento delle lamentele e delle richieste di informazioni da parte degli utenti, avrebbero comportato anche una riorganizzazione del personale all’interno di Amos. Per rafforzare il servizio di risposta ai cittadini – quando una risposta arriva – si sarebbe fatto ricorso anche a operatori in servizio presso il Cup dell’Asl Cuneo 1, anch’esso affidato ad Amos.


