"Il caldo fa sbagliare i conti al Pd". Bufera sul manager della Sanità
Stefano Rizzi 16:18 Martedì 11 Agosto 2026La risposta sarcastica del direttore dell'Oirm-Sant'Anna al consigliere Valle provoca durissime reazioni. La dem Pentenero: "Violata l'imparzialità". Disabato (M5s): "Cortocircuito istituzionale inaccettabile". L'assessore sapeva del comunicato di Leli?
La pubblica amministrazione parla attraverso gli atti. Una regola, anzi un dogma, che da sempre segna il confine tra politica e burocrazia, con quest’ultima destinata a sopravvivere alle alterne vicende della prima. Quel confine, tanto virtuale quanto invalicabile, in Piemonte è stato superato da un alto dirigente della sanità il quale, non con atti ma con discutibile sarcasmo, ha chiosato la non richiesta risposta della politica a chi alla politica, e non a lui, si era rivolto.
Il caso, che si annuncia come un violento temporale nella canicola ferragostana, è quello che vede protagonista Adriano Leli, già non rimpianto direttore generale di Azienda Zero e da qualche tempo trasferito a governare la nuova azienda ospedaliera che riunisce il Regina Margherita e il Sant’Anna. Proprio sulle conseguenze finanziarie dello scorporo dell’ospedale pediatrico dalla Città della Salute di Torino e del nuovo percorso tracciato dalla Regione era intervenuto ieri – con tanto di accurato dossier – il consigliere regionale del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Sanità Daniele Valle.
Un’analisi approfondita sui costi, quella di Valle, che pone in discussione la stessa scelta di separare l’Oirm dalla Città della Salute, la sua sostenibilità economica e le rassicurazioni date a suo tempo dall’assessore Federico Riboldi (Fratelli d’Italia).
Il silenzio di Riboldi
Proprio da quest’ultimo – mai avaro di repliche e precisazioni – ci si sarebbe attesi una risposta a Valle, sul terreno della politica, magari confortata dai dati forniti dall’azienda affidata a Leli. Invece, a dir poco inusualmente, dopo la pubblicazione sullo Spiffero del dossier dell’esponente del Pd è proprio Leli – sia pure sotto la dicitura “Direzione generale” – a diramare ad alcune testate una lunga nota in cui contesta le cifre fornite dal consigliere dem e che conclude affermando che «molti errori di valutazione, tuttavia, potrebbero essere imputati a questa eccezionale torrida estate».
Insomma, per Leli il vicepresidente della IV Commissione ha preso una botta di caldo. Immagine che, se arrivasse dalle parole dello stesso assessore o di qualunque altro politico, non farebbe quasi neppure notizia: senza arrivare alla nota definizione di Rino Formica, la politica contempla e ammette ben altre metafore e colpi bassi. Il fatto è che a parlare, non attraverso gli atti ma con queste parole, è un dirigente, un alto burocrate della sanità, non un politico che risponde a un altro politico. Una differenza non da poco, qualcosa di ben più grave di una sgrammaticatura da matita rossa.
Burocrazia e politica
Per capirci: è come se a un attacco, anche sbagliato, di un esponente dell’opposizione al ministro dell’Interno rispondesse il questore, dicendo al parlamentare in questione che ha preso una botta di caldo. Lui prenderebbe le valigie.
Peggio ci sarebbe da sentirsi se quel confine il direttore dell’azienda ospedaliera lo avesse superato non (solo) di sua volontà, ma seguendo indicazioni altrui. Che poi è ciò che traspare dalla dura presa di posizione della capogruppo del Pd sulla vicenda, alla quale si uniscono quelle dei vertici dei gruppi consiliari di opposizione.
Opposizioni compatte
«Pensiamo che Alberto Cirio e Federico Riboldi abbiano commesso un errore a far intervenire nel dibattito politico un dirigente pubblico», dice Gianna Pentenero. Una sortita, quella del direttore, a dir poco inappropriata per la capogruppo dem e «non solo perché i rilievi di Valle non riguardano solo i costi in capo all’azienda diretta da Leli e quindi esondano dalle sue competenze e conoscenze, ma soprattutto perché la dirigenza pubblica, in ossequio ai doveri di disciplina, onore e imparzialità, è un patrimonio collettivo che andrebbe preservato dallo scontro politico».
Pentenero ricorda che «Valle si rivolge alla Regione e a chi la rappresenta e ogni parte politica deve sapere di poter trovare nella dirigenza un interlocutore corretto e leale, quando si governa così come quando si esercita il ruolo di controllo e verifica che la Costituzione assegna alle minoranze. Mettersi a fare battute sul caldo non è certo un buon viatico per costruire fiducia e leale collaborazione».
A chiedere se «abbiamo un nuovo assessore alla Sanità» è la numero uno dei Cinquestelle a Palazzo Lascaris Sarah Disabato, che definisce le parole del direttore dell’azienda ospedaliera «non solo inopportune, ma irrispettose nei confronti delle prerogative dei consiglieri che, peraltro, avevano chiesto una discussione accurata in una sede istituzionale, come fatto dal M5s, senza ottenere risposta e solo un rinvio a data indefinita. Sui giornali leoni, in commissione…». La pentastellata lascia sospeso il seguito, tornando a reclamare l’audizione.
Elefante in cristalleria
E che nell’organismo del Consiglio regionale possa finire anche la stessa vicenda della risposta data da Leli non è un’ipotesi remota. «Un direttore generale che entra nella polemica politica – afferma Vittoria Nallo di Italia Viva – è un cortocircuito istituzionale grave e francamente inaccettabile».
Adesso resta da capire se anche il vertice politico della sanità lo ritenga inaccettabile, con le iniziative e le prese di distanza del caso, o se invece quella di superare il confine, con gli effetti di un elefante in cristalleria, non sia stata una decisione soltanto del direttore.
Resta un tema, anzi un problema, che rischia di presentarsi troppo spesso nella sanità piemontese: la politica che invade il terreno dei tecnici, con esiti non proprio edificanti, cui adesso si aggiunge l’esatto opposto, provocando conseguenze addirittura peggiori.


