Vattene

Dicono che… a forza di sentirsi urlare “Vattene”, Urbano Cairo abbia finito per considerarlo una specie di saluto granata. Come “forza Toro”, soltanto decisamente meno affettuoso. Gli organizzano cortei, gli appendono striscioni, gli svuotano la curva, scioperano per quattro mesi e quando tornano allo stadio gli piazzano davanti una sola parola, “Vattene”. Lui niente. Incassa e resta. Per smuovere “Berluschino” ormai più che una contestazione servirebbe un successore con un pacco di soldi. L’ultimo avviso di sfratto è arrivato la sera di Ferragosto, quando la Maratona è tornata al Grande Torino per la partita di Coppa Italia contro la Carrarese. Niente bandiere, niente striscioni, niente coreografie: soltanto quel “Vattene” al centro della curva. Essenziale, senza fronzoli e soprattutto a costo quasi zero. Un format che a “Braccino” dovrebbe apprezzare parecchio.

Non che il concetto gli giunga nuovo. Da tempo il popolo granata glielo declina in tutte le forme possibili. Il 4 maggio 2025 migliaia e migliaia di tifosi sfilarono per Torino chiedendogli di cedere la società; pochi mesi dopo furono circa cinquemila a marciare dal Filadelfia allo stadio. Poi sono arrivati gli striscioni, i cori, la contestazione permanente e infine, dal 4 marzo scorso, persino quattro mesi di spalti disertati dagli organizzati, derby escluso. Adesso hanno deciso di rientrare, ma non certo di fare pace. Anzi. Domenica 23 agosto, giorno di Torino-Milan, appuntamento alle 17 al Filadelfia e da lì nuova marcia verso il Grande Torino.

Insomma, Berluschino è riuscito in un’impresa che probabilmente neppure il Cavaliere avrebbe saputo compiere: mettere d’accordo quasi tutto un popolo su una sola parola. Quella scritta in Maratona. L’altra sera allo stadio erano 8.542. Ferragosto, caldo soffocante e prezzi popolari: appena un euro per chi aveva rinnovato l’abbonamento entro il 20 luglio, curve e distinti da dieci euro. Non proprio il bagarinaggio di una finale di Champions. Eppure parecchi granata hanno evidentemente giudicato più allettante una grigliata, una passeggiata o perfino la tombola del campeggio.

Il prossimo test sarà il Milan. Lì il pubblico tornerà, la Maratona pure e prima della partita arriverà il corteo. Cairo, presumibilmente, resterà. Del resto “Braccino” sarà pure restio ad aprire il portafoglio, ma quando si tratta di mollare la poltrona dimostra una presa formidabile.

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