Sondaggi

Dicono che… nel centrodestra abbiano trovato il modo per complicare anche la soluzione escogitata per semplificare. Per scegliere chi mandare contro Stefano Lo Russo alle prossime comunali, infatti, l’ultima trovata sarebbe quella di affidarsi ai sondaggi. Peccato che ogni partito abbia il suo sondaggista di fiducia e che i responsi delle urne virtuali non necessariamente finiranno per coincidere. Mentre nel centrosinistra a livello nazionale ci si strugge ancora sul dilemma primarie sì, primarie no, sotto la Mole la pratica è già stata sbrigata con la riconferma del sindaco uscente per il secondo mandato. È dall’altra parte che qualcosa si muove. Perché persino in Fratelli d’Italia – raccontano fonti romane – starebbe maturando qualche ripensamento su quello che fino a poche settimane fa sembrava lo sfidante in pectore, il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

Le perplessità di Lega e Forza Italia erano note; la novità sarebbe che qualche dubbio abbia cominciato a fare capolino pure nel partito di Giorgia Meloni. Del resto, Marrone non è più “blindato” da qualche settimana e la ricerca di un profilo capace di contendere davvero la città a Lo Russo ha riaperto i giochi. E siccome nel centrodestra i dirigenti locali, quando si tratta di decidere davvero, contano quanto il due di picche, la questione finirà come da tradizione sul mitico tavolo nazionale. Dove, per evitare veti incrociati, gelosie e guerre di posizione, qualcuno avrebbe suggerito di affidarsi alle moderne Sibille cumane: mettere in campo alcuni nomi, testarli e lasciare che siano le rilevazioni demoscopiche a indicare il candidato più competitivo.

Idea semplice. Quasi troppo. Perché ogni partito ha il suo sondaggista di fiducia, i suoi questionari, i suoi campioni e – malignano già dalle parti dei meloniani – magari anche il risultato che spera di vedersi recapitare. Non sarebbe neppure una novità: già a febbraio Forza Italia aveva commissionato a Swg una rilevazione che, nata per tastare il polso sul referendum della giustizia, aveva finito per scandagliare anche la partita torinese e il profilo del candidato più competitivo per il centrodestra.

Così, invece del sondaggio risolutore, al tavolo romano potrebbero arrivarne tre: uno che incorona il candidato di FdI, uno quello della Lega e uno quello di Forza Italia. Tutti scientifici, naturalmente. E tutti diversi. A quel punto, per scegliere il candidato sindaco, servirà un sondaggio sui sondaggi.

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