Rossi e Valle (Pd), sui medici di famiglia altro flop di Riboldi
12:51 Martedì 25 Agosto 2026
"Trecento posti disponibili, ma soltanto 288 domande, con dodici posti già potenzialmente scoperti prima ancora della prova di ammissione, fissata per il 21 ottobre. Nonostante la carenza di circa 685 medici di famiglia e la campagna pubblicitaria "Il Piemonte ha bisogno di te", il Piemonte è l'unica Regione a statuto ordinario italiana nella quale le candidature al Corso di formazione specifica in medicina generale 2026-2029 non sono sufficienti neppure a coprire i posti messi a bando. Un altro flop dell'assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, e un segnale gravissimo della perdita di attrattività del sistema sanitario piemontese". Ad affermarlo, in una nota, sono i consiglieri regionali del Partito democratico Domenico Rossi, presidente della Commissione Legalità, e Daniele Valle, vicepresidente della Commissione Sanità "A livello nazionale - aggiungono - sono state presentate 5.965 domande per 2.651 posti, più di due candidature per ogni borsa disponibile. L'unica altra realtà con meno candidature che posti è la Provincia autonoma di Bolzano, con 13 domande per 30 posti. La Valle d'Aosta registra 10 domande per 10 posti. La Lombardia ha ricevuto 642 domande per 481 posti, il Veneto 400 per 191, l'Emilia-Romagna 625 per 185, il Lazio 600 per 200, la Toscana 357 per 200, la Liguria 140 per 65 e la Campania addirittura 1.080 per 240. Il Piemonte ha certamente bisogno dei giovani medici, ma il dato ci dice che molti giovani medici non vedono nel Piemonte un sistema nel quale valga la pena formarsi e lavorare" dichiarano Rossi e Valle. "Il risultato - dicono - è particolarmente preoccupante anche alla luce di quanto accaduto nel 2025: per 170 posti erano state presentate 187 domande, ma soltanto 60 candidati si erano presentati alla prova e appena 55 erano entrati in aula. La Fimmg Piemonte stima inoltre possibili abbandoni compresi tra il 30 e il 60 per cento prima del test e un'ulteriore riduzione fisiologica durante il primo anno di corso. Il problema non può essere liquidato sostenendo semplicemente che manchino i medici. Sette anni di governo regionale senza una politica credibile per il personale sanitario, senza una programmazione efficace della medicina territoriale e senza certezze organizzative hanno prodotto una sfiducia profonda tra chi dovrebbe scegliere di lavorare nel nostro sistema sanitario". Rossi e Valle presenteranno una richiesta formale di accesso ai dati e un'interrogazione alla Giunta regionale. "Se emergesse che una parte significativa dei laureati piemontesi ha scelto di concorrere fuori regione, saremmo di fronte non soltanto a un'insufficienza di candidature, ma a una vera e propria fuga dal sistema sanitario piemontese".


