Peperonata di Prandi

Dicono che… dopo oltre 140 pubblicazioni scientifiche, due libri, diversi brevetti e la conquista della guida dell’Università di Torino – prima donna a riuscirci in più di sei secoli – a Cristina Prandi mancasse ormai soltanto un titolo davvero accademicamente inarrivabile: il Peperone d’Oro. A colmare la lacuna provvederà Carmagnola, dove lunedì 31 agosto, nel pieno della 77ª Fiera nazionale del Peperone, la Magnifica Rettrice riceverà il prestigioso ortaggio aureo riservato a una personalità legata al territorio che abbia portato lustro alla città. E bisogna ammettere che la scelta possiede un suo rigoroso fondamento scientifico. Prandi è ordinaria di Chimica organica, si occupa di chimica verde e agricoltura sostenibile e tra le sue ricerche compare persino un progetto sui biostimolanti ricavati dal pomodoro. Dal pomodoro al peperone, in fondo, è questione di peer review.

Così, dopo aver ricevuto appena qualche mese fa anche il premio “Donna d’eccellenza”, la rettrice continua a fare incetta di riconoscimenti. A questo punto in via Verdi iniziano a preoccuparsi: di questo passo, entro Natale, tra una laurea honoris causa e una bagna cauda, potrebbe arrivare anche il Cardo Gobbo alla carriera. Intanto Carmagnola può vantarsi di avere trasformato per una sera la gerarchia accademica: sopra professori ordinari, direttori di dipartimento, prorettori e Magnifici Rettori, finalmente c’è lui, Sua Piccantezza il Peperone. E per una chimica organica non sarà neppure difficile spiegare la formula: UniTo + Carmagnola = Capsicum cum laude.

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