Parte la vendemmia nel Torinese

Con la raccolta delle prime uve bianche da vinificare a spumante è partita nel Torinese la vendemmia 2026. Intorno a metà settembre inizierà anche la raccolta delle uve rosse. Secondo Coldiretti Torino si tratta di un'annata che segnerà un calo di produzione di circa il 20%. Nelle aree del Canavese infestate dalla Popillia japonica è probabile che il calo di produzione arrivi fino al 50%. La qualità, invece, si prospetta ottima. "Per le nostre produzioni vitivinicole - osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - è stata un'annata davvero difficile. Se la qualità delle uve sembra soddisfacente, lasciando presagire anche un'ottima annata, è la quantità che preoccupa. Guardando al valore medio delle uve, che in molti casi sono a denominazione d'origine, stimiamo una perdita di valore per il comparto di circa 2 milioni di euro". Il calo generalizzato è dovuto alla siccità e alle alte temperature, che hanno costretto le viti a ridurre il metabolismo. "La siccità e le temperature caldissime di questa estate - aggiunge Mecca Cici - seguono l'esperienza simile del 2022 e confermano che la nostra viticoltura ha bisogno di misure adeguate al cambiamento climatico vanno rivisti i disciplinari delle Doc e Docg, servono infrastrutture per l'approvvigionamento idrico e serve sostenere la ricerca scientifica e l'innovazione per difendere la nostra biodiversità viticola". Secondo i dati di Coldiretti in provincia di Torino sono 752 i produttori vitivinicoli con oltre 800 ettari di superficie a vigne. La produzione attesa, al netto dei cali di quest'anno, si attesterà sui 65mila quintali di uve con una resa finale di oltre 5 milioni e 500mila bottiglie di vino. 

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