LEGALITÀ & SICUREZZA

Salta i tornelli e sfida i controllori. Ora l'influencer maranza rischia

Avviso orale del questore Gambino per Maluma dopo il video virale nella metro di Torino. Pesano anche precedenti, frequentazioni e filmati con armi e contanti. Ma per lui si apre un fronte potenzialmente ben più pesante sul soggiorno in Italia - VIDEO

“Dove sono i controllori?”, chiedeva sprezzante davanti alla telecamera mentre saltava i tornelli della metropolitana di Torino. Alla fine sono arrivati. Non quelli della Gtt, che Ilyas Maluma sfidava nel video diventato virale, ma quelli ben più scomodi della Questura. Il content creator di origine marocchina, che davanti ai suoi follower proclamava che “i maranza comandano” e mostrava come viaggiare senza biglietto, è stato raggiunto da un avviso orale del questore Massimo Gambino. A notificarglielo è stata la Polizia di Frontiera a Fiumicino, appena rientrato dall’estero. E per Maluma potrebbe non essere finita: gli uffici di corso Vinzaglio stanno verificando anche la sua posizione rispetto alle norme sul soggiorno.

Il salto dei tornelli, insomma, gli è costato qualcosa di più di una multa evitata. L’avviso orale è una misura di prevenzione con cui il questore richiama formalmente una persona a comportarsi secondo la legge, mettendola al tempo stesso sull’avviso: le sue condotte sono finite sotto osservazione e perseverare può portare a conseguenze più pesanti. Nel caso di Maluma, però, non è stata una corsa gratis in metropolitana a far scattare da sola il provvedimento. Gambino ha messo insieme video, precedenti e frequentazioni, arrivando a delineare un quadro di quella che la Questura considera una chiara pericolosità sociale.

“I maranza comandano”

Il video che ha fatto esplodere il caso era stato pubblicato nei giorni scorsi su Instagram e TikTok e poi rimosso, non prima però di aver raccolto migliaia di visualizzazioni. Maluma è davanti ai tornelli della metropolitana torinese e decide di rivolgersi direttamente a Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretaria della Lega, da tempo impegnata sul tema della sicurezza e dei cosiddetti maranza. “Silvia Sardone, guarda. Noi maranza qui in Italia non paghiamo il biglietto”, dice rivolto alla telecamera. Quindi indica le proprie gambe: “Guarda come entriamo, guarda. Questo è il biglietto”. E passa alla dimostrazione, scavalcando il tornello.

Non è solo. Subito dopo anche altri ragazzi fanno la stessa cosa, accompagnati da incitamenti e acclamazioni. Lui continua: “Hai visto? I maranza comandano e nessuno parla, dove sono i controllori? Non ci sono”. Fino alla frase finale, che alla luce di quanto deciso ora dalla Questura assume un significato particolare: “Hai visto cosa Ilyas Maluma insegna ai suoi fan? A scavalcare!”.

Ed è proprio quell’“insegna” ad aver trasformato una bravata da social in qualcosa di più serio agli occhi delle autorità. Il problema non è soltanto un passeggero che evade il pagamento di una corsa, ma un influencer che mostra come farlo, se ne vanta e invita esplicitamente chi lo segue a imitarlo. Il tutto davanti a un pubblico che, per una parte consistente, è molto giovane.

Il filmato ha provocato un’ondata di indignazione e Gtt ha denunciato il giovane. Ma soprattutto ha acceso i riflettori su una modalità comunicativa che la Questura ritiene capace di generare fenomeni di emulazione.

Guarda il video

Pistole, soldi e monopattini

Perché, a scorrere il provvedimento firmato da Gambino, il tornello appare soltanto come l’ultimo fotogramma di una pellicola più lunga. Gli investigatori hanno preso in esame anche gli altri contenuti pubblicati da Maluma sui suoi canali social. Video nei quali il giovane ostenta denaro contante, mostra oggetti apparentemente riconducibili ad armi e mette in scena comportamenti contrari alle regole, comprese violazioni del Codice della strada mentre circola in monopattino.

Non è quindi la singola provocazione a preoccupare, ma il racconto costruito attraverso i social: l’infrazione esibita come prova di forza, la violazione delle regole trasformata in contenuto e quindi offerta a migliaia di follower come qualcosa di divertente, conveniente o persino desiderabile. La Questura lo afferma esplicitamente: è “una narrazione che contribuisce a normalizzare comportamenti antigiuridici e a renderli attraenti per un pubblico molto giovane”.

Per Gambino la capacità di influenza del giovane costituisce un moltiplicatore: comportamenti che avrebbero un peso se compiuti da un singolo ne acquistano un altro quando vengono filmati, rivendicati e distribuiti a migliaia di persone con l’esplicito invito a fare altrettanto. Da qui la valutazione secondo cui le sue condotte sarebbero idonee a favorire fenomeni emulativi e a creare situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Non solo follower

Nel giudizio del questore pesano poi elementi che con like e visualizzazioni hanno poco a che fare. Maluma, fa sapere la Questura, è stato indagato in passato per reati contro la persona e il patrimonio. Un dato che viene espressamente richiamato nel provvedimento insieme alle sue frequentazioni.

Tra queste c’è soprattutto Don Alì, altro personaggio noto sui social e protagonista della stessa galassia di contenuti, con il quale Maluma ha collaborato strettamente. Don Alì era stato arrestato per aver malmenato un docente torinese. Anche questo legame entra nel complesso degli elementi valutati dalla Questura prima di decidere di intervenire.

È dunque la somma a fare il provvedimento: i precedenti, le frequentazioni, l’ostentazione di armi apparenti e contanti, le violazioni messe in scena davanti allo smartphone e, soprattutto, una platea sufficientemente vasta da trasformare la provocazione personale in un possibile modello da replicare.

Le possibili conseguenze

La denuncia di Gtt, dunque, rischia di essere soltanto il primo conto presentato dopo quella bravata. Adesso c’è l’avviso orale del questore. E soprattutto si apre un secondo fronte potenzialmente con conseguenze ben più pesanti. La Questura sta infatti valutando la posizione di Maluma rispetto alle norme che regolano il soggiorno degli stranieri in Italia. Al momento si tratta di una verifica e non di un provvedimento già adottato: distinzione necessaria, soprattutto su un terreno così delicato.

Il ragazzo che nel video chiedeva provocatoriamente “dove sono i controllori?” li ha dunque trovati al ritorno dall’estero. E quello che sui social voleva essere un tutorial su come saltare un tornello è diventato materiale per un provvedimento del questore. Per uno che sosteneva che “i maranza comandano”, è arrivato almeno il primo avviso su chi detta le regole.

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