Detenuto a Novara aggredisce agenti della polizia penitenziaria

Un detenuto italiano in regime di "sorveglianza particolare" nel carcere di Novara ha aggredito degli agenti di custodia durante le operazioni necessarie per permettergli di effettuare una telefonata. Lo comunica il sindacato di polizia penitenziaria Sappe. Uno degli agenti è stato ripetutamente colpito da pugni alla testa. Le divise coinvolte hanno riportato lesioni con prognosi fra i quattro e i sette giorni. Donato Capece, segretario generale del sindacato, parla di "ennesima e inaccettabile aggresione" ricordando che il detenuto "era già conosciuto per episodi analoghi". "Non bastano più - dichiara - parole di circostanza, pacche sulle spalle e attestati di solidarietà. Servono fatti". Il Sappe chiede al governo e all'amministrazione penitenziaria interventi "concreti" come "il rafforzamento degli organici, la revisione della gestione dei detenuti con elevata propensione alla violenza e l'introduzione di strumenti idonei a garantire l'incolumità fisica degli operatori". Per Vicente Santilli, segretario Sappe per il Piemonte, "la situazione negli istituti penitenziari piemontesi sta diventando sempre più difficile e non possiamo continuare a considerare le aggressioni come un rischio professionale inevitabile". "È necessario - aggiunge - interrogarsi seriamente su come vengono gestiti questi soggetti e mettere il personale nelle condizioni di operare con adeguati livelli di sicurezza. Non si può continuare a mandare i poliziotti penitenziari a confrontarsi fisicamente con detenuti violenti senza fornire loro tutti gli strumenti necessari".

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