Affitti, Torino sempre più cara: 13,1 euro al metro, è record
14:31 Martedì 01 Settembre 2026Mentre nel resto d'Italia i canoni scendono dell'1,7% e arretrano anche Milano e Roma, sotto la Mole salgono ancora dell'1,3% e toccano il massimo storico. Piemonte quasi fermo a 10,3 euro/m², Alessandria accelera (+4,1%), in controtendenza Asti e Biella
Mentre nel resto d’Italia gli affitti cominciano a tirare il freno, Torino continua a correre. Ad agosto il prezzo richiesto per le locazioni nel capoluogo piemontese cresce ancora dell’1,3% in un solo mese e raggiunge i 13,1 euro al metro quadrato, il valore più alto mai registrato. Una dinamica che distingue nettamente la città dal quadro nazionale, dove invece i canoni scendono dell’1,7%.
È quanto emerge dall’ultimo indice dei prezzi delle locazioni elaborato dall’ufficio studi di Idealista, portale immobiliare specializzato in compravendite e locazioni. A livello nazionale, agosto segna infatti una brusca inversione rispetto alla lunga fase di crescita: il prezzo medio richiesto scende a 14,6 euro al metro quadrato e, soprattutto, per la prima volta la variazione su base annua passa in territorio negativo, con un -0,8% rispetto ad agosto 2025.
Torino non si ferma
Il Piemonte resta sostanzialmente immune dalla correzione estiva. Nell’intera regione i canoni diminuiscono appena dello 0,1% rispetto a luglio, attestandosi mediamente a 10,3 euro al metro quadrato. A tenere alta l’asticella è soprattutto Torino, dove la corsa dei prezzi non accenna a fermarsi.
Con il nuovo aumento mensile dell’1,3%, il capoluogo arriva infatti a 13,1 euro al metro quadrato, stabilendo il proprio massimo storico. Un livello ancora distante da quello delle città italiane più costose, ma che conferma una pressione sul mercato degli affitti torinese decisamente diversa da quella osservata ad agosto nelle altre grandi città.
Milano, per esempio, perde lo 0,5%, Roma il 2,8%, Napoli l’1,3%. Ancora più consistenti le flessioni registrate a Venezia (-3,6%) e Firenze (-3,1%), mentre Trieste arretra del 4,6%. Il dato torinese appare ancora più significativo se confrontato con quello regionale: 13,1 euro al metro quadrato in città contro una media piemontese di 10,3 euro.
Alessandria corre, Asti e Biella arretrano
Ma Torino non è l’unico mercato piemontese a muoversi verso l’alto. A sorprendere è soprattutto Alessandria, dove i canoni aumentano del 4,1% in un mese. È il secondo incremento più consistente tra tutti i capoluoghi italiani monitorati da Idealista, preceduto soltanto da Trani (+5%), e anche per Alessandria il dato di agosto rappresenta un nuovo massimo storico.
La situazione piemontese, tuttavia, non è uniforme. Asti va nella direzione opposta e registra una diminuzione del 3,1%, mentre Biella arretra dell’1,1%. Il risultato finale è dunque quello di una regione praticamente stabile, ma al cui interno convivono mercati che stanno seguendo traiettorie molto diverse. Sul versante provinciale, invece, Torino si muove in area sostanzialmente invariata, come Bologna e Genova: un ulteriore segnale della differenza tra ciò che sta accadendo nel capoluogo e l'andamento del territorio che lo circonda.
In Italia 53 città su 94 in discesa
Il quadro nazionale di agosto segna una cesura rispetto ai mesi precedenti. Dei 94 capoluoghi monitorati, ben 53 registrano una diminuzione dei canoni rispetto a luglio, contro 38 città in crescita e tre sostanzialmente stabili.
In testa agli aumenti si colloca Trani con il 5%, seguita proprio da Alessandria con il 4,1%, quindi Ragusa (+4%), Cremona (+2,5%) e Bergamo (+2,1%). Salgono sensibilmente anche Taranto (+2%), Siena (+1,8%) e Genova (+1,8%). Sul fronte opposto, le diminuzioni più consistenti riguardano Ravenna (-6,2%), Chieti (-5,5%), Brindisi (-5,2%) e Livorno (-4,5%).
Nonostante la flessione mensile, Milano rimane di gran lunga il capoluogo più caro d’Italia, con una richiesta media di 22,3 euro al metro quadrato. Seguono Firenze con 21,7 euro, Venezia con 20,2 e Roma con 19,1. A Torino è di 13,1 euro al metro quadrato al mese. All’estremo opposto c’è Caltanissetta, dove bastano mediamente 4,5 euro al metro quadrato, seguita da Potenza e Reggio Calabria con 6,2 e Agrigento con 6,3 euro.
Il caso delle province turistiche
Ancora più marcate sono le oscillazioni rilevate su scala provinciale, anche se Idealista invita alla cautela per i territori dove il numero degli immobili presenti nel campione è più ridotto. Aosta, per esempio, registra un balzo del 20%, mentre Sud Sardegna sale del 15,4%, Belluno del 13,6% e Crotone del 13,3%. Massa-Carrara e Gorizia avanzano entrambe del 5,1%.
Nelle province delle maggiori città prevalgono invece i ribassi: Milano perde lo 0,6%, Roma il 2,8%, Firenze il 3,4%, Venezia il 5,4% e Trieste il 4,9%. Torino, Bologna e Genova rimangono invece sostanzialmente ferme.
La provincia più cara d’Italia è addirittura Lucca, con 51,1 euro al metro quadrato, un dato eccezionalmente elevato sul quale pesa il mercato delle località costiere più pregiate, a cominciare da Forte dei Marmi. Seguono Aosta con 25,7 euro, Belluno con 25,3, Grosseto con 23,7 e Rimini con 18 euro. In fondo alla graduatoria si trovano Caltanissetta con 5 euro al metro quadrato, Potenza con 5,7, Avellino e Reggio Calabria entrambe con 6,1.
Il Piemonte tiene mentre l’Italia scende
Anche il confronto tra le regioni conferma la particolarità del dato piemontese. Ad agosto prevalgono nettamente i segni negativi e soltanto poche regioni riescono a chiudere il mese in crescita. Liguria e Umbria avanzano entrambe dello 0,6%, mentre le diminuzioni più consistenti interessano Friuli-Venezia Giulia (-3,6%), Lazio (-3,5%), Toscana (-1%) e Campania (-0,7%). Il Piemonte, con appena -0,1%, resta quindi praticamente fermo, soprattutto grazie alla spinta del mercato torinese.
Quanto ai valori assoluti, la regione rimane comunque lontana dalle zone più care del Paese. La Valle d’Aosta, con 25,7 euro al metro quadrato, guida la classifica, davanti alla Toscana (20,9), alla Lombardia (18,8) e al Lazio (15,8). Il Piemonte si ferma a 10,3 euro, mentre il valore più basso tra le regioni è quello del Molise, con 6,4 euro.
Una distanza che però si riduce sensibilmente guardando soltanto a Torino. Ed è proprio qui che emerge il dato più significativo dell’ultimo rilevamento: mentre il mercato nazionale degli affitti registra il primo arretramento anche su base annua, sotto la Mole il costo di una casa in locazione continua a salire e mette a segno un altro record.
I dati vanno letti tenendo conto anche della nuova metodologia adottata da Idealista, che ha escluso dal calcolo prodotti come gli affitti stagionali e per vacanze, non rappresentativi del mercato residenziale tradizionale, e ha rafforzato l’individuazione statistica dei valori anomali. La nuova metodologia è stata applicata retroattivamente all’intera serie storica per consentire confronti omogenei.


