TRAVAGLI DEMOCRATICI

Appendino e Fassino "sotto lo stesso cielo": quello della Toscana

L'ex sindaca M5s e il suo predecessore Pd, entrambi non invitati alla Festa dell'Unità torinese, si ritrovano lo stesso giorno alla kermesse regionale di Grosseto, dove interverranno sul palco a poche ore di distanza e lontani dal Parco Ruffini

Nemo propheta in patria. Così Chiara Appendino e Piero Fassino si ritrovano a Grosseto. Questo il paradosso nella geografia delle Feste dell’Unità di quest’anno. I due ex sindaci di Torino, oggi deputati rispettivamente del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, non saranno al Parco Ruffini, dove da domani e fino al 14 settembre si terrà la Festa dell’Unità torinese. In compenso saranno alla Festa regionale toscana nel capoluogo maremmano, ed entrambi lo stesso giorno: venerdì 4 settembre.

Non ci sarà lei, ma non ci sarà in generale, il M5s: nel programma non compare alcun esponente pentastellato, a partire dalla capogruppo regionale Sarah Disabato. A differenza di Fassino, non pervenuto anche lo scorso, entrambe figuravano tra gli ospiti dell’edizione precedente.

Precedente pericoloso

Un anno fa infatti Appendino aveva scelto proprio il palco della Festa dell’Unità per lanciare uno dei messaggi politici più netti rivolti al Pd torinese. Invitata alla kermesse, che in quell’edizione si è tenuta in Piazza d’Armi, l’ex prima cittadina aveva aperto al dialogo sul cosiddetto campo largo, ma mettendo contemporaneamente un punto fermo: nessun sostegno alla ricandidatura del sindaco uscente Stefano Lo Russo alle comunali del 2027. «Serve discontinuità, e tutti devono fare un passo indietro», aveva dichiarato.

Una posizione che aveva gelato le aspettative di quanti immaginavano di utilizzare proprio la Festa dell’Unità suggellare la nascita del campo largo sotto la Mole. Appendino aveva spiegato di non credere al «testardamente unitari» e aveva rivendicato invece la necessità di costruire un progetto nuovo e alternativo, mentre Lo Russo aveva replicato parlando di un veto personale sulla propria ricandidatura. Dodici mesi dopo, lo scenario è cambiato: Lo Russo è praticamente certo della ricandidatura, mentre colei che l’ha preceduta ha perso i gradi di Vicepresidente del Movimento, entrando in rotta di collisione con il leader Giuseppe Conte.

Da Torino a Grosseto

Ma alla Festa torinese del 2026 non manca solo lei, è tutto il Movimento 5 Stelle a marcare visita. Niente Chiara Appendino e niente Sarah Disabato, né tantomeno Conte, invitato invece a Genova e alla festa nazionale di Reggio Emilia. L’assenza pesa soprattutto se confrontata con l’edizione precedente, quando il confronto con le forze del centrosinistra sembrava essere uno dei terreni sui quali misurare la possibilità di un’alleanza in vista delle prossime comunali. Il fatto curioso, però, è che Appendino non ha affatto rinunciato alle Feste dell’Unità, bensì ha semplicemente cambiato coordinate.

Venerdì 4 settembre, mentre a Torino la kermesse dem sarà nel pieno della sua seconda giornata, l’ex sindaca sarà infatti a Grosseto, alla Festa regionale dell’Unità della Toscana. Una presenza tutt’altro che marginale: Appendino salirà sul palco alle 18.30 per discutere di futuro dell’energia insieme ai deputati Pd Alberto Pandolfo (suo collega in Commissione Attività Produttive) e Andrea Casu, al senatore dem Lorenzo Basso e al fisico Roberto Battiston. La Festa toscana, ospitata quest’anno sulle Mura medicee di Grosseto, ha inserito l’ex sindaca torinese tra gli ospiti politici di rilievo dell’edizione.

L'eccezione sabauda

La scena racconta dunque qualcosa di curioso sui rapporti tra Movimento 5 Stelle e Pd. A Torino, dove la partita politica è più direttamente legata alla futura candidatura di Lo Russo, le distanze restano evidenti. A Grosseto, invece, Appendino torna sul palco di una Festa dell’Unità e lo fa fianco a fianco con esponenti dem, discutendo di un tema piuttosto centrale come quello dell’energia.

Una contraddizione che a ben guardare è soltanto apparente. Perché il nodo, evidentemente, non è il rapporto con il Pd nella sua interezza, ma quello con i vertici torinesi, con la prospettiva di un Lo Russo-bis a fungere da ostativo a una possibile alleanza. La linea del M5s locale sul sindaco uscente e sul suo operato è rimasta infatti fortemente critica, e a oggi improbabile che i due partiti corrano assieme alle Comunali del prossimo anno.

Ritrovo tra ex sindaci

E poi c’è un’altra coincidenza, quasi da copione. La stessa sera in cui Appendino sarà a Grosseto, alle 21, sarà il turno di un altro ex sindaco di Torino: Piero Fassino. Anche lui oggi deputato, anche lui protagonista di un dibattito, in questo caso dedicato alla scuola.

Ed è qui che il paradosso diventa completo: Appendino e Fassino sono stati avversari nella sfida per Palazzo Civico del 2016. Lei, allora candidata del Movimento 5 Stelle, riuscì a ribaltare il risultato del primo turno e a battere al ballottaggio l’uscente dem, interrompendo una serie di amministrazioni di centrosinistra che andava avanti dalla fine della Prima Repubblica. Dieci anni dopo, i due ex sindaci si ritrovano nello stesso luogo, nella stessa serata, ma lontano dalla città che entrambi hanno amministrato.

Sotto lo stesso cielo

È una fotografia curiosa, ma anche politicamente eloquente. Torino sembra diventata il luogo in cui il Pd misura soprattutto le proprie distanze dagli ex sindaci e dagli alleati potenziali; Grosseto, almeno per una sera, diventa invece il palcoscenico nel quale due ex inquilini di Palazzo Civico tornano entrambi protagonisti.

Appendino parlerà di energia con cinque esponenti e interlocutori dell’area progressista. Fassino discuterà di scuola. Due storie politiche profondamente diverse, due stagioni diverse della città, due ex sindaci che hanno rappresentato l’uno l’antitesi dell’altro. Eppure, venerdì sera, saranno entrambi alla Festa dell’Unità. Sotto lo stesso cielo, come recita la reclame della kermesse torinese. Solo che non saranno lì, ma in terra toscana.

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