Il Gatto di Cirio

Dicono che… al ritorno dalle vacanze Giuliana Cirio abbia deciso di giocarsi una delle ultime carte nella corsa alla direzione generale della Fondazione CrC. Una candidatura sulla quale, come raccontato più volte dallo Spiffero, continua ad alzarsi un muro soprattutto nel fronte degli enti designanti amministrati dal centrosinistra. E così la direttrice di Confindustria Cuneo avrebbe impugnato il bastone del pellegrino per un piccolo tour diplomatico tra i sindaci dem della Granda: Patrizia Manassero di Cuneo, Gianni Fogliato di Bra e Alberto Gatto di Alba. Tre primi cittadini tutt’altro che marginali negli equilibri della Fondazione e, soprattutto, tre ossi duri da convincere. Missione che, a quanto pare, non avrebbe prodotto l’agognato disgelo: curriculum, capacità e qualità professionali riconosciuti, ma sulla nomina il semaforo sarebbe rimasto ostinatamente rosso. A quanto trapela, il confronto più franco sarebbe stato proprio quello con Gatto. Un faccia a faccia dal sapore particolare, visto che Alba è la città natale tanto di Giuliana quanto del fratello Alberto, presidente della Regione. Il sindaco le avrebbe spiegato senza troppi ricami che il problema non sarebbe il curriculum, bensì proprio quel cognome: un ostacolo per lui insormontabile, almeno finché sarà seduto sulla poltrona di primo cittadino.

Ed è qui che la storia si fa più gustosa. Raccontano che, mentre ascoltava Gatto, Giuliana Cirio abbia posato lo sguardo proprio su quella poltrona. Distrazione? Interesse per l’arredo? O magari, proprio in quel momento, il diniego sulla Fondazione avrebbe acceso una lampadina sul Municipio? Chissà. Fatto sta che, pochi giorni dopo, in un’intervista molto personale, il sogno è stato messo nero su bianco: «Diventare il sindaco di Alba», con tanto di stoccata all’attuale corso cittadino, visto che «da parecchi anni non si apprezza una visione innovativa per la città». E alla domanda se tenterà l’impresa nel 2029, la risposta è stata un tutt’altro che disinteressato: «Chissà, magari in futuro». Nella stessa intervista, quando le viene ricordato che il suo nome circola per la Fondazione CrC, Cirio risponde: «Secondo molti avrei il profilo ideale, tolto il cognome». Insomma, esattamente il nodo che, secondo i bene informati, Gatto le avrebbe appena messo davanti.

Se davvero l’idea della candidatura fosse maturata contemplando la poltrona dell’uomo che le sbarrerebbe la strada verso la Fondazione, sarebbe una vendetta servita fredda. Molto fredda: Gatto è stato eletto nel 2024 e Alba tornerà alle urne soltanto nel 2029. Per Giuliana, dunque, c’è tutto il tempo per covarla. Del resto il suo motto, come confessa nell’intervista, è Hora fugit. Stavolta, però, l’ora rischia di non passare mai. E non dire Gatto se non ce l’hai nel sacco.

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