Battere gli estremismi
Giorgio Merlo 15:59 Venerdì 11 Settembre 2026
Ormai è evidente quasi a tutti, tranne ai populisti e agli estremisti di entrambe le coalizioni maggioritarie. Ovvero, la cultura di governo è semplicemente – direi quasi oggettivamente – incompatibile con i partiti populisti ed estremisti. Una regola, questa, che conosciamo molto bene sin dai tempi della Prima Repubblica. Dove, come noto, il ruolo decisivo ed essenziale della Democrazia Cristiana, seppur con l’apporto dei partiti laici e di matrice socialista, ha garantito per quasi 50 anni una solida cultura di governo nel nostro paese.
Ora, e per tornare all’oggi, è indubbio e altrettanto oggettivo che non si può declinare una reale e oggettiva cultura di governo con partiti e movimenti che quotidianamente si ispirano ai disvalori e alle derive di matrice populista, demagogica ed estremista. Derive che, purtroppo, trovano oggi ampia cittadinanza all’interno dell’alleanza di sinistra e progressista e che sono presenti, seppur in misura minore, anche nello schieramento attualmente al governo.
Del resto, cosa ci si può attendere da partiti come il Movimento 5 stelle di Conte o il partito estremista del trio Fratoianni-Bonelli-Salis? O, sul fronte opposto, dalla Lega di Salvini – ripeto, da quella di Salvini – per le concrete posizioni politiche che puntualmente assume sia sulla politica estera e sia sulle scelte riconducibili alla politica interna? Senza un’iniziativa politica che sia in grado di mettere seriamente in discussione questi “opposti estremismi” o “opposti populismi” che dir si voglia, semplicemente nel nostro paese la cultura di governo ne uscirebbe sconfitta.
Lo stesso governo attuale, seppur guidato da una Premier fortemente carismatica, autorevole e rappresentativa, ha dovuto prendere atto che governare con spezzoni di ceto politico condizionati da posizioni populiste e demagogiche, nonchè sovraniste, è semplicemente impossibile. Per non parlare, come ovvio, della futura gioiosa macchina da guerra di occhettiana memoria che si sta allestendo a sinistra. Un’alleanza guidata a livello politico, culturale e programmatico da forze populiste, radicali, massimaliste ed estremiste e dove le componenti centriste e riformiste, al momento, non si intravedono neanche con il binocolo.
Per queste ragioni, semplici ma essenziali, e a legge elettorale definitivamente approvata, si rende necessario costruire un progetto politico che individua nella cultura di governo e nel respingimento di qualsiasi degenerazione populista, qualunquista, demagogica ed estremista la doppia sfida decisiva per non consegnare il nostro paese all’avventurismo politico. Un avventurismo che esporrebbe l’intera Italia ad una situazione non solo di sostanziale ingovernabilità ma che, al contempo e soprattutto, indebolirebbe la qualità della democrazia, la credibilità delle istituzioni democratiche per non parlare, come ovvio e persino scontato, dell’efficacia dell’azione di governo.
Queste sono, in sintesi, le ragioni che quasi impongono la necessità di una iniziativa politica capace di rilanciare quella che la miglior cultura democratico Cristiana chiamava semplicemente politica di centro. E che, nella stagione politica contemporanea, va sotto il nome di cultura di governo.



