Menù fassiniano

Dicono che… qualche sarcastico burlone, alla vista della tavolata, abbia rispolverato alla bisogna una vecchia réclame delle tivù in bianco e nero, canticchiando: «Di Fassino amici siam ed insieme noi mangiam…». Capita anche questo alla Festa dell’Unità di Torino, la sera del one man show di Stefano Lo Russo, quando il tempo dei ragionamenti lascia spazio a quello degli alimenti e la pattuglia riformista s’attovaglia tra agnolotti e brasato, nostalgia e speranza. Volti e nomi che hanno segnato la storia, non solo recente, del Pd e dei suoi travagli: dall’ex sindaca di Alessandria Rita Rossa, il cui nome non manca di circolare in vista delle prossime elezioni – regionali o politiche, si vedrà – all’ex capogruppo a Palazzo Lascaris Raffaele Gallo, fino alla consigliera in Sala Rossa Caterina Greco e a Luisella Quagliotti. Al ricordo del marito Giancarlo, eminenza grigiastra dell’epoca fassiniana, sono andate non poche parole di quell’improvvisato consesso riformista che declina il proprio posizionamento nel non potersi non dire fassiniano. «Sarà un anno impegnativo», scrivono in una chat, aggiungendo un sibillino: «L’impegno di ciascuno di noi può fare la differenza». All’interno del partito di Elly Schlein, prima ancora che nelle urne?

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