Intesa parla Spagnuolo
12:08 Lunedì 14 Settembre 2026
Dicono che… ai piani alti di Intesa Sanpaolo, dove anche una virgola ha il suo peso e la comunicazione è materia sensibile quasi quanto i conti, sia arrivato il momento di cambiare qualche casella. Paola Musso, dal dicembre 2024 alla guida della Direzione Comunicazione e Immagine dopo Fabrizio Paschina, lascia l’incarico per avvicinarsi ancora di più al sancta sanctorum: diventa Chief of Staff dell’amministratore delegato Carlo Messina. Più che un trasloco, una promozione nell’empireo di Carlo Magno. A raccoglierne l’eredità sarà Fabio Spagnuolo, nominato Executive Director Comunicazione e Immagine. E qui, almeno dalle parti della Mole, la nomina non passa inosservata, con quel pizzico di compiacimento sabaudo che non guasta mai: torinese, classe 1977, laureato in Economia e giornalista pubblicista, Spagnuolo è uomo cresciuto nella casa fin dai tempi di Sanpaolo Imi, con qualche uscita e altrettanti ritorni. Ha guidato la comunicazione dell’Aeroporto di Torino, quella della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, per poi rientrare nel gruppo nel 2014, passando dall’Innovation Center alla pubblicità e alla comunicazione.
Dal 2018 era responsabile della Comunicazione e Pubblicità del gruppo. Adesso sale un altro gradino e prende in mano l’intero armamentario: comunicazione di business e istituzionale, immagine e identità corporate, reti e controllate – da Fideuram a isybank – territori, sport, sponsorizzazioni, arte, cultura, campagne pubblicitarie e Gallerie d’Italia. Insomma, tutto ciò che serve perché il primo gruppo bancario italiano non soltanto faccia, ma faccia anche sapere bene ciò che fa. Spagnuolo riporterà direttamente a Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer. E così, mentre la Musso si avvicina a Messina, un torinese prende le chiavi della comunicazione e dell’immagine del gruppo. In una banca che da Torino ha ormai da tempo preso il largo, comando e ambizioni ben oltre la cinta daziaria, non sarà certo la restaurazione sabauda. Ma, di questi tempi, anche una casella che torna sotto la Mole merita almeno un piccolo brindisi. Purché, naturalmente, sia comunicato come si deve.



