Gli infermieri uniscono Lega e Pd.
Asse bipartisan sull'intramoenia
Stefano Rizzi 17:14 Mercoledì 16 Settembre 2026
Dall’opposizione arriva l’apprezzamento per la proposta di legge di Icardi. Il dem Valle: “Strada migliore rispetto alle missioni in Uzbekistan” (citofonare Riboldi). Per ora nessuna presa di posizione da FdI. Convinto il sostegno dell’Ordine professionale
Ben prima di approdare nell’aula di Palazzo Lascaris, la proposta di legge del leghista Luigi Icardi, volta a consentire l’intramoenia anche agli infermieri e agli altri professionisti della sanità, incassa il placet del Partito Democratico.
Il testo predisposto dall’ex assessore alla Sanità del Piemonte, sull’onda di un’analoga iniziativa della Lombardia, che la proposta da indirizzare al Parlamento l’ha già votata e approvata, sembra dunque avere la strada spianata. A meno di qualche fuoco amico proveniente dalla maggioranza, visto che i precedenti non mancano.
L'apertura del Pd
Dall’opposizione è proprio il vice di Icardi alla presidenza della commissione Sanità, Daniele Valle, a salutare l’iniziativa dell’ex assessore leghista come “meritevole di essere discussa senza pregiudizi, poiché intercetta un problema reale: la difficoltà crescente di rendere attrattive le professioni del comparto e di trattenere nel sistema pubblico professionalità sempre più richieste”.
Valle ricorda come “in particolare, gli infermieri sono una delle colonne portanti della sanità piemontese e nazionale. Da anni denunciamo carenze di organico, difficoltà di reclutamento e una progressiva perdita di appeal della professione, soprattutto tra i più giovani. Per questo ogni proposta che possa contribuire a valorizzarne il ruolo va valutata con attenzione e nel merito”.
Per l’assessore ombra della Sanità, che dai banchi dem concentra gran parte della sua attività proprio sulla materia, “consentire maggiori possibilità di esercizio professionale può rappresentare uno strumento utile per aumentare l'attrattività del lavoro nel servizio pubblico e offrire maggiori opportunità di crescita professionale ed economica, purché siano garantite la qualità dell'assistenza, la sicurezza dei lavoratori e la piena funzionalità dei servizi sanitari pubblici”.
L'appello dell'Ordine
Una posizione, quella espressa dal Pd, che sembra raccogliere l’appello di Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine degli infermieri di Torino, il quale, in una nota in cui apprezzava l’iniziativa della Lega, aveva auspicato che “il provvedimento superi gli schieramenti politici”.
Nella stessa nota Bufalo aveva sottolineato come “per l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino si tratta di una misura attesa da tempo, che potrebbe incidere concretamente sull’attrattività della professione e contribuire a contrastare la progressiva uscita di professionisti dal sistema sanitario pubblico”.
La tesi sostenuta dall’Ordine parte dal presupposto che “oggi un infermiere dipendente pubblico che voglia esercitare pienamente anche in regime libero-professionale incontra limitazioni che finiscono per rendere meno attrattiva la permanenza nel Servizio sanitario nazionale. Superarle significherebbe, quindi, offrire una possibilità in più ai professionisti senza costringerli a scegliere tra lavoro pubblico e libera professione”.
Nelle prossime settimane la IV commissione di via Alfieri incontrerà, oltre ai rappresentanti degli ordini professionali, anche i sindacati. Poi il testo, destinato ad affiancarsi a quello della Lombardia e alle iniziative di altre Regioni che si stanno muovendo nella stessa direzione, approderà in Parlamento con lo scopo dichiarato di fornire materiale e sostegno politico alla necessaria riforma nazionale.
FdI e vecchie ruggini
Nel frattempo non sfugge come anche su questo dossier, in ambito regionale, pezzi della maggioranza – nel caso specifico la Lega – e dell’opposizione colgano l’occasione per mandare qualche segnale politico ad avversari e alleati.
Qualcosa di molto simile era già accaduto quando, sempre Icardi, aveva presentato la proposta di legge regionale, poi approvata, sulla libera professione dei medici. Anche allora aveva trovato una decisa apertura da parte del Pd e, in particolare, di Valle. Ben diversa e assai più rigida era stata invece la reazione di Fratelli d’Italia, che con il consigliere Davide Zappalà aveva provato a mettere i bastoni tra le ruote al Carroccio.
“Ogni consigliere ha certamente il diritto e la facoltà di presentare proposte di legge ma, come vicepresidente della quarta commissione – aveva scritto all’epoca, nella primavera dello scorso anno, l’esponente di FdI – ritengo che, su argomenti complessi come la regolamentazione del regime dell’intramoenia, avvalersi della collaborazione della Giunta regionale sia utile ed intelligente anche per il grande flusso di informazioni a livello conoscitivo di cui dispone la Giunta stessa, certamente superiore a quelle del singolo consigliere”.
Riboldi l'uzbeko
Al momento, dal fronte meloniano, sulla nuova iniziativa dell’ex assessore leghista non si registrano prese di posizione ufficiali. Non manca invece la stoccata di Valle che, prima di annunciare un confronto aperto in commissione sulla proposta, ricorda come quella indicata da Icardi “è certamente una strada più interessante rispetto a continuare a rincorrere soluzioni emergenziali per reperire personale all'estero”.
In cauda venenum. Richiamando le missioni in Asia dell’assessore meloniano Federico Riboldi, il consigliere dem affonda il colpo: “Prima di andare a cercare infermieri in Uzbekistan o in altri Paesi, dovremmo chiederci come rendere più attrattiva la professione per chi già lavora o vorrebbe lavorare nella sanità pubblica italiana”.



