Direttori Asl, tutti promossi.
E lo stipendio ringrazia
Stefano Rizzi 19:26 Venerdì 18 Settembre 2026
Assegnati i punteggi per il raggiungimento degli obiettivi per il 2024. Molte poltrone nel frattempo sono cambiate. Valutazione più alta per l'allora direttore di Azienda Zero. A ruota Messori Ioli e Tranchida. La percentuale determina l'incremento degli emolumenti
“Bene, bravo, 7+”. Chi ancora ricorda il celebre sketch di Cochi e Renato può farsi più facilmente un’idea della promozione all’unanimità dei direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere che la giunta di Alberto Cirio ha messo nero su bianco, sia pure con due anni di ritardo.
Già, perché la delibera che attesta il raggiungimento – più o meno corposo – degli obiettivi assegnati ai manager riguarda il 2024 e, nel frattempo, molte poltrone hanno visto cambiare le terga ospitate. Alcuni sono rimasti al loro posto, altri hanno cambiato sede e qualcuno è andato in pensione. Nessuno ha raggiunto quel 20 su 20 – partendo da un minimo di 12 – che equivale al punteggio pieno, ma soprattutto alla percentuale con cui aumenta lo stipendio.
Super Asl a pieni voti
Di fronte a quello che a scuola si chiamerebbe il tabellone, qualche domanda può sorgere più che spontanea. Ma tant’è. Il primo della classe è Adriano Leli, insediato al timone di Azienda Sanitaria Zero nel dicembre 2023 e oggi alla guida della nuova azienda Oirm-Sant’Anna. Nel corso dell’anno preso in esame deve aver fatto cose che a molti, evidentemente, sono sfuggite, tanto da meritarsi il punteggio (e l’aumento di stipendio) più alto: un bel 17, alla faccia della scaramanzia.
All’ultimo banco siede invece l’allora direttrice dell’Asl Vco Chiara Serpieri, inviata in “esilio” in prossimità della Svizzera dopo aver retto il timone, tra non poche tempeste, dell’azienda di Vercelli. Quest’ultima, nell’anno preso in esame, era passata nelle mani di Eva Colombo – non più tra i manager in carica – cui è stato attribuito un 13 su 20.

Il podio
Secondo posto, dietro Leli, per Paola Malvasio, seppure arrivata a metà anno alla guida dell’Asl Cuneo 2. A ruota c’è l’allora commissario dell’Oirm Giovanni Messori Ioli, con 16,40, seguito dal Santa Croce e Carle guidato da Livio Tranchida, con 16,30. Tranchida oggi è alla Città della Salute, dove all’epoca sedeva Giovanni La Valle, che ha rimediato un 14,28.
Con 15,34 Carlo Picco (Città di Torino) si colloca nella parte alta di uno scrutinio dove non ci sono bocciati né rimandati a settembre. Se poi i conti della sanità piemontese sono segnati in rosso e le liste d’attesa non si accorciano come dovrebbero, ci si può sempre consolare con gli obiettivi raggiunti. Insieme all’aumento di stipendio.



