POLITICA & SANITÀ

Gabinetto di crisi sui pannoloni. Pd: "Ora Cirio deve intervenire"

Continuano i disservizi nella distribuzione degli ausili per anziani e disabili. Le Asl socie di Amos, società cui è stato affidato il servizio, intendono "ufficializzare" le criticità davanti al cda. Valle (Pd) attacca l'assessore Riboldi e chiama in causa il governatore

Criticità. Probabilmente non è la parola più adeguata per descrivere le conseguenze, per un anziano o un disabile e per le loro famiglie, dell’aspettare invano il pacco di pannoloni che, nella confezione rispettosa della privacy, racconta però un immotivato senso di imbarazzo e vergogna. Sentimenti che dovrebbero appartenere ad altri, di fronte a quello che da mesi sta succedendo in Piemonte.

Comunque saranno proprio le molteplici criticità – origine e conseguenza di un pasticcio che va avanti da troppo tempo e prosegue, come attestano le segnalazioni arrivate anche nelle ultime ore – a essere ufficializzate e formalizzate nell’assemblea odierna di Amos, la società chiamata a gestire il servizio di distribuzione dei pannoloni dopo la revoca dell’appalto alla società cui la Regione ha contestato disservizi, avviando anche una richiesta di penali.

Migliaia di consegne mancate

Un cambiamento – quello annunciato con l’affidamento alla società in house, vista la compagine dei soci interamente composta da aziende sanitarie e ospedaliere – che in realtà non ha prodotto i risultati auspicati.

La vicenda, da mesi, è scandita da migliaia di consegne mancate o in ritardo, innumerevoli segnalazioni e rimpalli di responsabilità tra chi si occupa dei vari passaggi: dalla gestione del magazzino, in capo ad Amos, alle consegne affidate ad altre ditte. Fino ad arrivare all’apparentemente banale, ma assai sostanziale, inadeguatezza del call center: chiamando il numero indicato per informazioni o reclami, è quasi sempre impossibile riuscire a parlare con qualcuno.

Disservizi e scaricabarile

Oggi, dunque, i soci di Amos – l’Asl Cuneo1, l’Asl Cuneo2, l’Asl di Asti e le aziende ospedaliere Santa Croce e Carle di Cuneo e Santi Antonio e Biagio-Cesare Arrigo (oggi Irccs) di Alessandria – affronteranno formalmente una vicenda che, pur protraendosi da mesi, non era mai approdata a questo livello, ritenuto – almeno da alcuni dei soci – ormai inevitabile e doveroso.

Fonti vicine alla compagine societaria spiegano la necessità di investire formalmente della situazione il consiglio di amministrazione di Amos, in quanto rappresentante legale dell’azienda. Ma dietro questo passaggio, già di per sé rilevante, sembra profilarsi una disamina approfondita dei disservizi che non si esaurirebbe nel solo passaggio relativo alle consegne a domicilio affidate ai corrieri. Una tesi sostenuta da alcuni vertici di Amos e portata a spiegazione di quanto ancora una parte degli utenti è costretta a subire.

L’iniziativa delle Asl

A chi aspetta ancora il pacco da più di un mese poco importa, e nulla può alleviare il disagio, sapere se la causa stia nel magazzino piuttosto che sul furgone del corriere. Questo deve invece interessare chi è chiamato a governare il sistema e, se possibile, a porre rimedio a ciò che non funziona o funziona male.

Incerto il possibile esito dell’assemblea di oggi, nella quale l’Asl di Asti gioca una sorta di duplice ruolo: è uno dei soci di Amos, ma anche la capofila della procedura di gara per il servizio di consegna e del successivo affidamento alla stessa società in house, dopo la revoca del servizio al precedente appaltatore.

Ci si limiterà a “ufficializzare” le criticità, certamente già note e oggetto di comunicazioni informali, oppure i soci chiederanno conto di quanto successo – o non successo – ai vertici gestionali e operativi della società? Gli stessi che recentemente avevano precisato una serie di circostanze ed espresso le loro posizioni e considerazioni rispetto alle notizie pubblicate, affidandosi a una lunga lettera di un legale.

Pd: “Una vergogna”

Nel frattempo, le proteste per i disservizi continuano ad arrivare ovunque, aggirando le difficoltà di interloquire con il call center. E la politica – in questo caso le forze di opposizione – se ne fa cassa di risonanza nei confronti del vertice della Regione.

Davanti all’ennesima segnalazione, il consigliere regionale del Pd Daniele Valle, in una nota, sostiene che “la vicenda dei pannoloni e degli assorbenti sta diventando una vergogna per la sanità piemontese”. Per il vicepresidente della commissione Sanità di Palazzo Lascaris, “anche dopo il cambio di affidamento continuano ad arrivare segnalazioni di consegne saltate e ritardi, addirittura gli uffici invitano i cittadini a utilizzare l'e-mail per l'elevato numero di richieste e reclami”. Valle aggiunge: “Le persone non autosufficienti e le loro famiglie meritano rispetto e se l’assessore Federico Riboldi non è in grado di gestire neanche questa partita, tocca al presidente Alberto Cirio assumersene la diretta responsabilità”.

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