"Meglio al cantiere". Anche Cirio scettico sulla piazzetta Sì Tav
Davide Depascale 17:11 Giovedì 24 Settembre 2026Il governatore, seppur confermando l'adesione alla manifestazione di domenica davanti al municipio di Torino, aveva avvertito il "madaMino" Giachino del rischio flop, proponendo in alternativa un flash mob al sito di Chiomonte. Consiglio inascoltato
Vengo anch’io, ma preferivo di no. Domenica, in piazza Palazzo di Città, Alberto Cirio ci sarà. Il presidente della Regione Piemonte aveva accolto con largo anticipo l’appello lanciato tra gli altri dal “madaMino” ed ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino e dal radicale Igor Boni per dire “no alla violenza e sì alla Tav” dopo gli assalti di questa estate al cantiere dell’alta velocità di Chiomonte.
Diversamente da altri sostenitori dell’opera, come l’ex senatore del Pd Stefano Esposito e la madamin Giovanna Giordano, che sullo Spiffero hanno espresso le loro perplessità sull’opportunità di una manifestazione simile in questo momento, il governatore non si tira indietro, e al contrario delle altre madamine non lascia solo il madamino. Anche se, in verità avrebbe preferito.
Tutti al cantiere
Cirio gliela mette sul piatto lunedì. Chiama Giachino e gli dice che un’iniziativa del genere forse non è il caso di farla. Non in una piccola piazza come quella antistante Palazzo Civico, non in concomitanza con un evento come Terra Madre, non a fronte di una piattaforma che restringe anziché allargare, con il Partito Democratico che ha colto la palla al balzo per tirarsene fuori, evitando di mettere in mostra tutte le sue ambiguità sul tema. Così gli fa una proposta alternativa: lasciamo perdere Torino, se vogliamo denunciare la violenza degli antagonisti dobbiamo farlo nel luogo che quella violenza l’ha subita: il cantiere in val di Susa.
La controproposta di Cirio è dunque quella di un flash mob al sito di Chiomonte, per mostrare la vicinanza all’opera e ai lavoratori impiegati per realizzarla. Sembra una buona idea, Giachino sembra d’accordo, dice che anche per lui è una buona idea e che ci penserà. Ma alla fine fa di testa sua, i piani non cambiano e la manifestazione torinese è confermata.
La piazzetta Sì Tav
Appuntamento quindi domenica mattina in piazza Palazzo di Città, dove non si attende una folla oceanica e lo stesso Boni – sempre sullo Spiffero – ha messo le mani avanti: “Se è giusto manifestare per una causa ci vado anche da solo, non sarà un flop in nessun caso”, presentando l’appuntamento come una maratona orale in perfetto stile pannelliano e aggiungendo che non sarà in nessun caso paragonabile alla grande manifestazione del 2018, quando in piazza Castello si radunarono più di 30 mila persone.
Le premesse però, erano ben altre. All’indomani dell’assalto al cantiere di quest’estate si parlava dell’opportunità di una riedizione di quell’esperienza, ma sono venute ben presto a galla le profonde differenze tra oggi e otto anni fa. Se allora la Tav era messa in discussione a livello comunale dalla giunta pentastellata di Chiara Appendino che ritirava Torino dall’Osservatorio e la dichiarava “città No Tav” e a livello nazionale dal governo gialloverde e dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli (anche lui in quota M5s), adesso l’opera, seppur a rilento, va avanti, e il titolare attuale del dicastero, il leader leghista e vicepremier Matteo Salvini, è tra i più strenui sostenitori della sua realizzazione.
E se era opportuno far sentire la propria voce, forse era meglio farlo con un evento informativo al chiuso, oppure – come ha proposto lunedì Cirio a Giachino – andando direttamente al cantiere. Si è scelto di convocare la piazza: tanti non hanno aderito, il governatore invece sarà presente. Controvoglia, ma ci sarà.



