Sanità, i bilanci presentano il conto: premio di consolazione al Piemonte
Stefano Rizzi 15:08 Venerdì 25 Settembre 2026Dal tesoretto nazionale di 341 milioni alla Regione arrivano appena 7,9 milioni, contro gli 87 della Liguria e i 48,5 della Lombardia. Meglio anche Veneto e Toscana. Sulla ripartizione pesa la situazione finanziaria che quest'anno prevede disavanzi per 879 milioni
Peggio del Piemonte è andata solo a un pugno di Regioni, quasi tutte del Sud. La ripartizione delle quote premiali – un gruzzoletto da 341 milioni di euro per il 2025 – a dispetto della definizione ha premiato assai poco la sanità piemontese, che anche in questo caso paga innanzitutto la situazione a dir poco critica dei suoi conti, insieme ad altri aspetti del sistema che incidono sulla quantità di denaro assegnata in aggiunta alle risorse previste dal riparto del Fondo sanitario nazionale.
Così, nelle desolate casse della materia affidata all’assessore Federico Riboldi – in questo periodo affaccendato su questioni non proprio sanitarie, come quelle inerenti agli impianti di risalita – arriva con il contagocce quella che potrebbe rappresentare una provvidenziale boccata d’ossigeno.
Un confronto che brucia
La cifra assegnata al Piemonte è di 7 milioni e 977mila euro: risorse certamente preziose, visti i bilanci passati e, soprattutto, le previsioni per quello dell’anno in corso, nel quale la somma dei disavanzi messi in conto dalle Asl arriverebbe a 879 milioni.
Ma il premio diventa pressoché di consolazione se lo si raffronta con quanto assegnato ad altre Regioni simili o vicine. La vetta della classifica è occupata dalla pur piccola Liguria, che incassa nientemeno che 87 milioni, quasi il doppio della Lombardia, che con 48,5 milioni porta a casa sei volte tanto il Piemonte. Quest’ultimo viene superato anche da una Regione che conta suppergiù lo stesso numero di abitanti: il Veneto, cui sono stati attribuiti quasi 12 milioni. Poco sopra il Piemonte, governato per la seconda volta consecutiva dal centrodestra, c’è la “rossa” Emilia-Romagna, con 8,5 milioni, a sua volta superata di mezzo milione dalla Toscana.
È pur vero che c’è chi non ha incassato nulla – come Sardegna, Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Trento e Bolzano, tutti enti ad autonomia speciale e con differenti meccanismi di finanziamento – ma quell’ultima posizione che, ancora una volta, il Piemonte occupa tra le principali Regioni del Nord (e non solo) rimanda a gravi questioni irrisolte, assai poco attenuate da rappresentazioni e annunci spesso eccessivamente ottimistici.

Il peso dei conti in rosso
Non può, infatti, sfuggire che tra i parametri di valutazione utilizzati per distribuire la somma accantonata ogni anno a livello centrale, pari allo 0,25% del Fondo sanitario nazionale, ci siano proprio lo stato dei conti di ciascun sistema regionale e le misure messe in atto per garantire quell’equilibrio che per il Piemonte continua a essere un miraggio. Certo, tra i fattori che concorrono alla distribuzione del tesoretto c’è anche il principio volto a ridurre le notevoli differenze tra le varie parti del Paese su un tema importante e delicato come la sanità.
Nel 2025, rispetto all’anno precedente, il Piemonte aveva incassato 24 milioni e mezzo, ma va ricordato che allora il fondo complessivo ammontava a 670 milioni, praticamente il doppio di quello relativo alla ripartizione appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Quest’anno, a fronte di un tesoretto dimezzato, alla sanità piemontese è arrivato appena un terzo di quanto ottenuto l’anno precedente.



