Pg Musti, nel Nord e a Torino le mafie operano con "terrore silente"

Accanto al "terrore evidente" con cui la criminalità organizzata opera in altre zone d'Italia, nel Nord e a Torino esiste il "terrore silente". Lo ha detto oggi Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte, nel corso del convegno 'Non è altrove' organizzato da Libera. "Per decenni - ha osservato - in Piemonte, e parimenti nell'Emilia Romagna da cui provengo, si è creduto alla favoletta, e dunque alla negazione o alla non consapevolezza, delle presenze mafiose, forti del fatto che che le nostre strade non registrassero episodi di colpi di kalashnikov" (il riferimento è a un caso che di recente ha interessato Palermo, ndr). Per il magistrato è "un terrore evidente" che a Torino si maschera da "terrore silente" perché "in ogni caso, affinché le mafie possano interagire e lavorare nel nostro territorio, il messaggio va inviato". "Un messaggio - ha aggiunto - indubbiamente raffinato, a volte criptico, sottinteso, mediato, ma è un messaggio che sa arrivare a destinazione".

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