Assunzioni congelate, la Regione brancola tra i dati delle Asl
Stefano Rizzi 15:48 Lunedì 28 Settembre 2026Dopo quasi tre mesi si attende ancora l'esito della ricognizione sull'utilizzo dei dipendenti della sanità piemontese. L'accesso agli atti di Valle (Pd): "Alcune aziende hanno risposto altre no. L'assessore Riboldi ha il quadro chiaro della situazione?"
A che punto è la ricognizione del personale delle aziende sanitarie e ospedaliere del Piemonte disposta dalla Regione e da cui deriva la sospensione delle assunzioni? A chiederlo al “sindaco della sanità” Federico Riboldi è, manco a dirlo, Daniele Valle che, dai banchi del Pd, mai come stavolta ha vestito a pennello i panni dell’assessore ombra. Già, perché il vicepresidente della IV Commissione di Palazzo Lascaris ha preso, una ad una, le domande rivolte dalla Direzione Sanità alle Asl e le ha indirizzate, pari pari, agli stessi destinatari, utilizzando la procedura dell’accesso agli atti.
Risultato: “Un quadro sorprendente”, rivela Valle, ricordando peraltro come siano ormai trascorsi 87 giorni da quando partì la tanto discussa lettera diretta ai direttori generali delle aziende, con cui si chiedeva loro, in sostanza, di spiegare quanto personale utilizzano, ma soprattutto come.
Reclutamenti sospesi
Un’iniziativa importante e probabilmente indispensabile, ancorché tardiva, visto che all’incremento dei dipendenti non è corrisposto l’atteso miglioramento dei servizi per i cittadini nel loro inevitabile rapporto con il sistema sanitario e le sue molteplici branche. Lo stesso “invito” a non procedere con le assunzioni, in attesa di una verifica completa e approfondita, ha una sua ragion d’essere, nonostante sia stato fin da subito contestato dai sindacati e dai partiti di opposizione.
La questione oggi, però, è proprio quella dei tempi: dopo una proroga di alcune settimane della scadenza inizialmente indicata alle Asl per il 7 agosto, non si sa a che punto sia l’analisi decisa dalla Regione.
Asl in ordine sparso
Più di un indizio arriva proprio dall’esito della mossa del consigliere dem: “Su 19 aziende destinatarie della mia richiesta di accesso agli atti, ad oggi hanno risposto in 14. Solo 10 – aggiunge Valle – hanno trasmesso una documentazione completa, 4 hanno inviato risposte parziali e 5 non hanno ancora fornito alcuna risposta. Mancano Città della Salute, Asl TO4, San Luigi. E non ha risposto neppure la Regione, evidentemente perché a sua volta non avrà ancora tutte le risposte”.
Già questo appare un indizio pesante rispetto ai dubbi e ai timori che la faccenda vada ancora per le lunghe, portando con sé quel congelamento delle nuove assunzioni su cui le sigle sindacali, insieme alle minoranze in Consiglio regionale, hanno ingaggiato battaglia.
Come se tutto questo non bastasse, è ancora l’“assessore ombra” del Pd a incalzare l’“originale”, rimarcando il fatto che “tra le risposte ricevute ci sono diversità notevoli per contenuti, livello di dettaglio e modalità di rappresentazione dei dati. In molti casi i documenti non sono direttamente comparabili, nonostante derivino dalla stessa richiesta e dovrebbero servire alla stessa finalità”.
Gli effetti sui conti
Insomma, per Valle, “se l'obiettivo della Regione era costruire un quadro omogeneo della situazione del personale per assumere decisioni sul reclutamento, viene da chiedersi se quel quadro oggi esista davvero”.
Una domanda, per ora, senza risposta, nell’attesa di conoscere gli esiti della ricognizione su un aspetto del sistema sanitario – quello del personale e del suo impiego appropriato – ancor più importante per una Regione che continua ad avere sempre più vicina alla testa la spada di Damocle dei conti in profondo rosso. Indubitabilmente, in alcuni settori, come quelli dei medici e degli infermieri, la necessità di rinforzare gli organici è sotto gli occhi di tutti da tempo.
Meno evidenti, probabilmente, sono quei casi in cui parte dei costi finisce alla voce “beni e servizi” anziché sotto quella del personale, proprio perché quei lavoratori non sono dipendenti, ma vengono forniti da società esterne. Anche questo è un aspetto importante di una verifica che si attende ormai da tempo e che continua a trascinarsi dietro quel congelamento delle assunzioni che, magari, può tornare utile a qualcuno per evitare di tingere ancor più di rosso i bilanci.



