Fondazione Agnelli, 3 miliardi di euro per ridurre divari accesso ai nidi

Solo il 35% dei bambini sotto i tre anni frequenta oggi un nido in Italia contro il 50-60% di Paesi come Francia e Spagna e le differenze di accesso tra famiglie più e meno abbienti continuano ad aumentare. Servono 3 miliardi di euro di investimenti per garantire una maggiore equità. Il messaggio è emerso dall'incontro "Partire bene. I servizi educativi per l'infanzia in Italia e in Europa", promosso dalla Fondazione Agnelli con l'Università di Milano. "Non è solo una questione di posti ancora insufficienti o di costi troppo elevati per le famiglie. Aumentare l'offerta e ridurre le rette è importante - ha sottolineato il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto - ma non basta. Vanno rimosse altre barriere alla partecipazione: riformare i criteri di accesso che oggi favoriscono soprattutto le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano; rendere il Bonus asilo nido più utilizzabile anche dalle fasce svantaggiate; ridurre progressivamente il vuoto tra la fine dei congedi parentali e la garanzia di un posto al nido. E investire e monitorare la qualità dei servizi, a partire dalla formazione e dalle condizioni di lavoro degli educatori". La distanza dagli obiettivi europei si accompagna a forti disuguaglianze sociali. Negli ultimi vent'anni il divario tra i bambini delle famiglie più ricche e quelli dei nuclei a reddito più basso è aumentato: da meno di 8 punti nel 2005-2006 a 19 punti nel 2023-2024. Nel 2025 frequentava un nido appena il 19,3% dei bambini in povertà, contro il 43,5% degli altri. Anche l'offerta resta insufficiente. Nel 2024 c'erano circa 32 posti ogni 100 bambini, una quota che con il Pnrr potrebbe superare il 38% nel 2027, ma ancora lontana dal 45% fissato dall'Ue per il 2030. Secondo la Fondazione Agnelli servirebbero circa 120mila posti aggiuntivi, oltre a quelli già disponibili e ai 150mila previsti dal Pnrr, con un investimento stimato in quasi 3 miliardi di euro. Il problema, però, non riguarda solo i posti. Le rette, soprattutto nei servizi privati, possono rappresentare un ostacolo per le famiglie più fragili. Anche il Bonus asilo nido, che prevede l'anticipo della spesa e il successivo rimborso, può creare difficoltà ai nuclei con minori disponibilità economiche.

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