Avanti Savoia, indietro tutta. Campo largo sull'Aventino
Davide Depascale 14:36 Martedì 29 Settembre 2026Le opposizioni lasciano l’Aula dopo il no alle comunicazioni urgenti di Marrone sulla cerimonia dell’Ordine Mauriziano. La leghista Gancia scatena la polemica, il vicepresidente meloniano li percula. Nallo (Iv) regala il nuovo libro di Renzi alle colleghe
Mattinata piuttosto movimentata quella di oggi a Palazzo Lascaris, in una seduta del Consiglio regionale del Piemonte che si è trasformata in un rissoso dibattito storiografico. Si comincia con la richiesta delle opposizioni di ascoltare in Aula il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone, dopo le immagini diffuse nei giorni scorsi che lo ritraggono con addosso la cocolla dell’Ordine Mauriziano durante una cerimonia legata agli Ordini dinastici della Real Casa Savoia, e si conclude con l’abbandono compatto dell’Aula da parte delle minoranze.
In mezzo una frase pronunciata dalla consigliera regionale della Lega Gianna Gancia, che al termine del proprio intervento in difesa dell’assessore si è lasciata andare a un "Avanti Savoia" che ha mandato su tutte le furie i consiglieri di opposizione, che hanno chiesto – invano – al presidente del Consiglio Davide Nicco di prendere provvedimenti. Dopodichè non hanno trovato altra scelta se non quella di lasciare l’aula, con la maggioranza rimasta al proprio posto a proseguire i lavori.
Noblesse oblige
La vicenda nasce dalla partecipazione di Marrone a una cerimonia svoltasi nel fine settimana a Torino. Le immagini hanno mostrato il vicepresidente della Giunta e assessore a Lavoro e Welfare in veste di cavaliere dell’Ordine Mauriziano. L’iniziativa era organizzata dall’Aicods, gli Ordini Dinastici della Real Casa Savoia, realtà legata a Emanuele Filiberto.
È stata la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Alice Ravinale a chiedere comunicazioni urgenti per chiarire il ruolo e la natura della partecipazione di Marrone. In particolare, l'opposizione ha chiesto di capire a quale titolo il vicepresidente fosse presente e se l’abito e le insegne indossate fossero legati esclusivamente alla cerimonia oppure a un’effettiva investitura: “Questa Regione merita risposte”, ha detto Ravinale, seguita a ruota dalla capogruppo del Pd Gianna Pentenero, che ha definito «surreale» la situazione e chiesto chiarimenti nel caso in cui fossero state violate norme.
Nel dibattito è quindi intervenuta Gianna Gancia. La consigliera della Lega ha ringraziato Marrone per la partecipazione a un evento che, a suo giudizio, rappresenta una parte della storia dell'Italia e del Piemonte. Poi la frase che ha fatto saltare il banco: “Avanti Savoia”. Il Consiglio è stato sospeso, ma le polemiche non si sono arrestate.
Frase gergale
Alla ripresa dei lavori Gancia ha precisato il significato delle proprie parole e si è scusata per avere eventualmente urtato la sensibilità di qualcuno. Ha spiegato che il motto appartiene ai ricordi della sua infanzia e che le sue nonne lo utilizzavano come sprone, facendolo risalire alla figura della regina Margherita. “Con lo stesso intento l’ho pronunciato oggi in Aula”, ha chiarito Gancia.
Tuttavia le opposizioni hanno definito quanto accaduto un “vero e proprio oltraggio al Consiglio regionale e ai principi fondanti della nostra Costituzione repubblicana”. In una nota congiunta, le capogruppo Gianna Pentenero, Alice Ravinale, Sarah Disabato (M5s) e Vittoria Nallo (Iv) hanno sostenuto che le istituzioni repubblicane non possano diventare “il teatro di una farsa nostalgica”, rinnovando la richiesta al presidente del Consiglio Nicco e al presidente della Regione Alberto Cirio di intervenire per censurare quanto accaduto.
Respinto con perdite
La richiesta di comunicazioni è stata però respinta dalla maggioranza. A quel punto i gruppi di opposizione hanno deciso di lasciare l’aula in segno di protesta, mentre il centrodestra ha proseguito i lavori. Mentre lasciava l’assemblea, Ravinale si è scagliata contro la decisione della maggioranza di non procedere alle comunicazioni: “Siete dei conigli veri”, ha esclamato la capogruppo rossoverde.
Poco dopo l’uscita delle minoranze, è arrivata anche la replica dello stesso Marrone. Il vicepresidente ha respinto le contestazioni e, rivolgendosi ai banchi del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle, ha parlato di “Aventino maccheronico”: “Sono serenamente plebeo”, ha detto Marrone, aggiungendo che non avrebbe mai pagato per acquistare un titolo nobiliare. Secondo la sua ricostruzione, la cerimonia alla quale aveva partecipato era quella di una confraternita religiosa, realtà che a Torino, ha osservato, sono particolarmente diffuse.
La versione di Nicco
Sul caso è intervenuto anche il presidente dell’Assemblea (in quota FdI) Nicco, che ha espresso dispiacere per l'abbandono dell’Aula da parte della minoranza ma ha difeso la scelta di non interrompere i lavori.
Nicco ha spiegato di aver chiesto immediatamente un chiarimento a Gancia e di aver ritenuto sufficienti le successive precisazioni della consigliera. “Ho ritenuto che i fatti contestati non fossero così gravi da giustificare la sospensione della seduta e l'interruzione dei lavori dell'Assemblea”, ha dichiarato, annunciando la propria disponibilità a discutere la vicenda nel primo Ufficio di Presidenza utile, già previsto per domani. “Francamente mi sarei sentito in difficoltà a spiegare ai cittadini piemontesi che il Consiglio regionale aveva interrotto i propri lavori per una frase di questo tipo”, ha aggiunto.
L’omaggio renziano
In una giornata già caratterizzata dallo scontro politico, non è mancato un momento più leggero. La consigliera di Italia Viva e capogruppo di Stati Uniti d’Europa Vittoria Nallo ha regalato alle colleghe capogruppo dell'opposizione – Gianna Pentenero del Pd, Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle e Alice Ravinale di Avs – una copia del nuovo libro di Matteo Renzi, Quando c'era lei. “Spero che sia una lettura stimolante per tutti”, ha aggiunto la consigliera, invitando le colleghe a utilizzare il tempo del confronto politico anche per discutere di contenuti e delle prospettive per il Piemonte e per il Paese.
Così, mentre il centrodestra proseguiva i lavori dell’Aula rimasta senza le minoranze, tra i banchi dell’opposizione è arrivato anche un inatteso omaggio editoriale. Una parentesi di colore in una mattinata nella quale, a Palazzo Lascaris si è tornato a respirare lo spirito del 1946, pur senza alcun referendum istituzionale alle porte.



