In Piemonte nuovo Piano territoriale regionale punta a sostenibilità
14:55 Martedì 29 Settembre 2026
Il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità l'aggiornamento del Piano Territoriale Regionale, strumento di governo del territorio. Il nuovo piano sostituisce la versione del 2011, integrando le strategie per lo sviluppo sostenibile e il contenimento del consumo di suolo. "Il Piano - ha spiegato l'assessore Marco Gallo - definisce gli indirizzi di pianificazione e introduce alcune novità, come l'unione dei dati conoscitivi e delle linee guida strategiche in un unico documento. Ci focalizzeremo sul contenimento del consumo di suolo, in coerenza con le politiche europee sul cambiamento climatico. L'aggiornamento non impone l'adeguamento immediato dei piani comunali, ma fornisce un quadro di riferimento e una fotografia aggiornata del territorio". E staro respinto un ordine del giorno di Gianna Pentenero (Pd) perché, ha spiegato Gallo, è già in corso il processo di revisione complessiva della legge urbanistica del 1977. "Dopo quindici anni - osserva ancora Gallo - il Piemonte si dota di un Piano capace di leggere un territorio profondamente cambiato, e soprattutto di guardare a quello che vogliamo costruire nei prossimi anni. Non parliamo solo di uno strumento di pianificazione, ma di una visione del Piemonte che parte dalle differenze e dalle vocazioni dei suoi territori. Vogliamo accompagnarne lo sviluppo senza consumare inutilmente nuovo suolo, valorizzando ciò che già esiste e tenendo insieme crescita, sostenibilità ambientale e qualità della vita. Il nuovo Piano ci permette di farlo con strumenti aggiornati e con una programmazione più aderente alle esigenze reali dei territori". Nel nuovo Piano il sistema regionale viene articolato in 33 Ambiti di integrazione territoriale, pensati per riconoscere le specificità dei sistemi locali e orientarne le opportunità di sviluppo. Il documento integra gli obiettivi di crescita economica con quelli di tutela ambientale e coesione sociale. Con il via libera di oggi si conclude un percorso avviato formalmente nel 2023, che ha coinvolto le strutture regionali, enti di ricerca, le strutture tecniche delle Province e della Città metropolitana e portatori di interesse.



