Lo Russo allarga il tendone.
"Più siamo, meglio stiamo"
Davide Depascale 07:00 Mercoledì 30 Settembre 2026
Sabato l'incontro in Comune per definire il programma in vista del 2027. Portas è già in campo con i suoi Moderati e si adegua al sindaco aprendo per la prima volta ai 5 stelle. Invitate 18 forze politiche, ma non il think tank di Garibaldi
A ormai sei mesi dalle Comunali, il circo della politica torinese inizia ad allestire i tendoni per la lunga campagna elettorale. Se il centrodestra non ha ancora sciolto la riserva sulla candidatura di Maurizio Marrone, dall’altra parte il caravanserraglio a sostegno del sindaco uscente Stefano Lo Russo si è già rimesso in moto, e sabato mattina ci si ritroverà attorno allo stesso tavolo, nella Sala Congregazioni di Palazzo Civico, per definire la strategia e la piattaforma programmatica che dovrà portare alla riconferma del primo cittadino dem.
Tra chi ha iniziato a muoversi con largo anticipo ci sono i Moderati, che hanno già iniziato a tappezzare la città di manifesti, cogliendo l’occasione per ribadire il loro Sì alla Tav, opera invisa all’ala sinistra della coalizione. Il leader Mimmo Portas non sembra dell’idea di unirsi ad altre sigle centriste, rinunciando al proprio simbolo in nome di un listone del sindaco: “Noi correremo come Moderati e siamo già al lavoro per fare le liste, nelle circoscrizioni abbiamo più nomi di quelli candidabili. Chi resterà fuori farà l’osservatore del territorio”.
Nessun apparentamento all’orizzonte quindi, se non quello con Demos, rappresentato in Piemonte e in Sala Rossa dalla consigliera Elena Apollonio, cementificando un rapporto di collaborazione che va avanti ormai da più di un anno. Ma le sigle invitate al tavolo di sabato sono una ventina, e il tema di come renderle in grado di accedere alla contesa elettorale sarà certamente oggetto di discussione.
Portas spalancate, anche ai 5s
Per Portas una coalizione affollata, con posizioni eterogenee su vari temi chiave non rappresenta un problema: “Più siamo meglio stiamo”, dice l’ex deputato, aggiungendo che i Moderati non porranno alcun veto nei confronti di nessuna forza politica e che i temi che hanno maggiormente caratterizzato la dialettica interna alla coalizione a sostegno di Lo Russo negli ultimi anni non siano più dirimenti: “La Tav la stiamo facendo, Askatasuna è stato sgomberato. Si può andare avanti tranquillamente”.
Crolla anche lo storico veto che nel 2021 è stato alla base del patto tra Portas e il sindaco: quello nei confronti del Movimento 5 Stelle. Pur non essendo stati invitati al tavolo di sabato, i segnali di apertura di Lo Russo nei confronti dei pentastellati non sono più una notizia, e se dovesse venir meno il niet dell’ex sindaca Chiara Appendino li accoglierebbe a braccia aperte nella coalizione: “Mettiamo da parte le ruggini del passato”, aveva detto qualche settimana fa dal palco della Festa dell’Unità.
Di conseguenza anche Portas ha dovuto adeguarsi ai tempi che cambiano, rivedendo il suo no categorico a un campo largo sotto la Mole: “Sono loro che continuano a dire di no e quindi il problema non si pone, ma i tempi son cambiati: non sono più i 5 Stelle di Grillo, ormai son diventati più moderati di noi”. Nel dubbio, meglio mettere le mani avanti.
Suggestione Terzo Polo
A proposito di forze politiche che non fanno parte dell’attuale maggioranza, al tavolo di sabato sono invitati anche Azione di Carlo Calenda (con cui gli stessi Moderati di Portas hanno realizzato iniziative congiunte), Volt, Ora! di Michele Boldrin e il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin. Nessuno di loro però ha ufficializzato l’endorsement a Lo Russo, mantenendo come opzione primaria la costituzione di un polo alternativo sia al centrodestra che al centrosinistra, a livello nazionale ma anche locale, a maggior ragione nell’eventualità tutt’altro che remota in cui la data delle elezioni politiche coincida con quella delle amministrative.
Uno scenario confermato anche dal segretario torinese dei liberaldemocratici Francesco Aglieri Rinella: “Il nostro obiettivo resta quello di creare una piattaforma autonoma dai due poli, ma ringraziamo per l’invito e andremo lì per ascoltare quali saranno le proposte per la città”. Del resto si sa, a restare al centro si rischia di finire schiacciati.
Radicali liberi
C’è poi una famiglia politica che si presenterà in Sala Congregazioni con una delegazione numerosa per via delle sue svariate creature: quella radicale. Così ci sarà posto per i rappresentanti di +Europa, dei Radicali Italiani e dell’Associazione Adelaide Aglietta, nonché per l’istrionico Silvio Viale, eletto in Sala Rossa nel 2021 con la Lista civica Lo Russo.
Sempre più una spina nel fianco della sua stessa maggioranza, Viale sembrava essere stato messo alla porta dal capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale Claudio Cerrato, che lo aveva considerato “fuori dalla maggioranza”. Lui però dal canto suo non si è mai perso d’animo, contando di restare al proprio posto anche dopo il 2027: “Non decide Cerrato, il sindaco mi ama”, aveva detto. Così sabato, tra gli esponenti del mondo radicale, ci sarà anche lui.
Garibaldi no, Alleanza per Torino sì
Chi invece non ha ricevuto alcun invito è stato l’economista Pietro Garibaldi, voluto dallo stesso Lo Russo alla guida di Alleanza per Torino, che nelle intenzioni iniziali avrebbe dovuto costituire il contenitore della lista civica del sindaco, sul modello dell’omonima sigla che trainò la vittoria di Valentino Castellani nel 1993, ma nei fatti è rimasto un think tank che si limita a offrire spunti programmatici a chi è disposto a coglierli. Non essendo quindi una forza politica non sarà rappresentata in Sala Congregazioni.
Ci sarà invece colui che diede vita all’Alleanza per Torino originale, Pino De Michele, che con la sua Alleanza dei Democratici ha stretto un patto con i Civici al Centro dell’assessore al Commercio Paolo Chiavarino per correre insieme alle prossime Comunali. Ovviamente al tavolo del 3 ottobre sarà presente anche lui.
Tavolo affollato
Tra i vari rappresentanti delle varie forze politiche sono attese quasi quaranta persone. Ricapitolando, le sigle invitate sono ben 18: Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra (divisi nelle componenti Sinistra Italiana e Europa Verde, che nel 2021 sostenne la pentastellata Valentina Sganga), Torino Domani (la lista dell’assessore Francesco Tresso), i Moderati di Portas, Demos, Psi, +Europa, Radicali, Associazione Aglietta, Ora!, Civici al Centro, Alleanza dei Democratici, Azione, Partito liberaldemocratico, Volt e Italia Viva. Vaste programme.
Le forze principali verranno rappresentate dal segretario e dal capogruppo in Sala Rossa, ma per quanto riguarda il Pd oltre a Marcello Mazzù e a Cerrato – e ovviamente Lo Russo – ci sarà anche il consigliere regionale Daniele Valle, eletto a braccio destro del sindaco. Con tutte le carrozze che vanno a comporre il caravanserraglio del centrosinistra a Torino, evidentemente serve qualcuno a gestire il traffico.



